Passeggeri nel vento è lieto di presentare il primo ebook realizzato con la collaborazione di tutti Voi
liberamente scaricabile cliccando sull'immagine.

Ringraziamo tutti gli autori che hanno contribuito alla realizzazione di questa iniziativa.

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lunedì, 19 maggio 2008

Niente più*

Solo il tuo cuore appassionato e niente più.

Il mio paradiso un campo senza usignolo né lire

con un lento corso d’acqua e una piccola sorgente

Solo il mio cuore appassionato e niente più.

Altro non occorreva cercare in quei giorni lontani

quando il nostro respiro era del bosco l’unica voce

fra quegli zampilli quietando felici la sete d’amore

Primavera esplodeva in gemme d’un tenero verde

già pronte a fiorire di piena bellezza in festa di vita

fra danze di sole che radioso filtrava tra i rami d’acacia

Solo il nostro cuore appassionato e niente più.

E niente più rimane in questo autunno velato di pianto

e di foglie cadute a marcire nel terreno scuro e fangoso

Niente di quel paradiso perduto, niente di noi, solo silenzio

-Maya-

* Incipit in corsivo di F. G. Lorca 

Affidata al vento da GiardiniDiMaya alle 17:36 | commenti
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domenica, 18 maggio 2008

Le parole di poi...



Le parole di poi
le hanno scritte per dopo
quando il certo e l'ormai
gia' servivano a poco

Ed è inciso il tuo volto
con lapilli di fuoco
da un vulcano sopito
sopra un panno di seta

che mi lascia nel cuore
solo lampi di te
e respiri di sole
gia' smarriti nel niente

Otto pani di stucco
sottoposti alla vista
di un cercare distratto
senza vuoti domani

poi mi spalmo disteso
sulle fatue speranze
su un destino svilito
dall'assenza di te...

Mentre il fuoco rappreso
di un camino di pietra
lascia spenti carboni
consumati dal poi...

E rimane soltanto
da pararsi la strada
perchè il giorno ritorni
una vita con te...

Affidata al vento da MarcoforEver alle 14:01 | commenti (4)
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Quando tornerai

 

Tornerà primavera

coi suoi prati in festa

il sole radioso

il mandorlo

speranza in fiore

ad occhi gentili

e garrule rondini in azzurro cielo

tornerà primavera

e spazzerà queste grigie nubi

mia dimora in tua assenza

e allora

quando tornerai

nei campi il sole e nei miei occhi

esulterà il tuo sorriso

come nel cuore

 

Pietro Atzeni

Affidata al vento da pietroatzeni alle 13:03 | commenti (2)
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sabato, 17 maggio 2008

Pensieri erranti su equilibrio di spine

 

 

Pensieri erranti esplodono nel cielo come fuochi d'artifici, sono scie vagabonde che fuggono al volere, padrone del manto nero colorano di vita i punti neri fra le stelle.
Tu! Big bang del mio cuore lasci che i raggi di questo sentimento tinteggiano spiagge di deserti con orme latenti, impaurite dal vento che s’alza e ingoia ogni traccia di cammino, passi di solitudine scavano granelli di polvere legando filamenti irriverenti con fili di
ragnatele.

Rosicchio il tempo come una groviera di alta stagionatura e sciolgo brandelli di pensiero in olio bollente, ma spenta la fiamma tu ti condensi nella tua forma e ritorni a ossessionare i miei giorni che come vino d’annata non buona scivoli via dai fari d’anima in gocce d’aceto salato, che lascio cadere sulla terra battuta sperando che il sole non evapori stille d’anima prima che ritrovi la retta via.

Taglio cipolle e giustifico l’umidità del viso che sale senza riuscire ad arrestarsi, china sulla tua immagine scattata nei ricordi sfioro il battito del cuore e lo porto dentro me come respiro di vita, il cadenzare del movimento culla l’inquietitudine che mi gira intorno come un vecchio gioco, attorciglio le ore alle ciocche dei capelli e le incateno nelle dita che vorrebbero fermare il tempo e ritornare indietro nel viaggio, ma è un’esistenza di sola andata quella in cui è confinato l’uomo, così mi affaccio al finestrino del terzo vagone e guardo l’orizzonte troppo lontano per sfiorarlo.

È saliva arsa dalla solitudine che sguscia via da una bocca assetata di bene per celarsi dietro fessure di luce oscurate da corde di chitarre stirate senza melodia.

Nei campi di papaveri annuso l’oppio per vestirmi di leggerezza e mi scopro assuefatta al tuo odore, fra le mani ancora il sapore della tua pelle che mi donasti senza chiedere visto, sulle gambe si insinua una coccinella è in cerca del miele, ma si agita per nulla, il fiume dove scorreva bevanda mistica è stato prosciugato, ora solo magre d’inverno si muovono senza onde.

Fra i canneti vado alla ricerca di frescura, le stagioni si sono smarrite ed è pioggia a perdere quella che dal cielo trabocca e che la terra travasa in minerali poveri di Sali, è fumo di nebbia che avvolge la pianura e scopre le cime dei monti, sono solo carne che respira a intervalli per non perdere il ritmo, che guarda lontano perché i confini si sono ristretti in un recinto di presente che chiude la cerniera lasciando il mondo fuori ad agonizzare nel fruscio dei silenzi.

Sono una spiga senza chicchi di grano bruciati dalla calura di luglio nello spazio vuoto della vita, e sospiro pietà al Dio Sole e canto alla luna la dolcezza del cuore, sussurrandole parole che volano come foglie d’autunno nel cielo libero incidendo promesse scarlatte celate dalla notte nera.

Mi vesto della mia madre terra, sgrano fra sangue e sudore le speranze che perdono fragilità nel sentiero lungo che porterà alla fine dei tempi al Padre, e verranno scucite parole in scuse non vere e verranno disegnate stigmate di dolore su carne peccatrice, tu Padre netterai ogni macchia e a te consegnerò lo spirito dell’essenza.

C’è chi sogna condoni, chi sogna amnistie, chi sogna indulti… io vivo nel sogno che mi regalasti… che gli umani chiamano vita… che io chiamo miracolo… e mi fermo a scrutare le smagliature dei pensieri che ricoprono come sottane questa carne che inciampa nel ricordo acerbo degli anni verdi.

E se il destino ha il tuo nome aspetterò le albe e i tramonti, nell’attesa come Penelope intesserò spazi di nulla con arcobaleni di luci e lascerò il cuore battere al ritmo delle voglie aromatizzando gli attimi nel sapore dell’amore.

Si chiude il sipario dei pensieri erranti e a voi lascio un pensiero reale che squarcia l’anima, fissate un punto lontano e adesso serrate gli occhi, rimanete così fin quando l’esercito di formiche attraversa il ponte su un piccolo ruscello, riaprite … ecco è il nulla che vi accarezza, così come il niente mi sorride.

Affidata al vento da rocrisa alle 21:44 | commenti (5)
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senza titolo

Luccica il porfido
al chiaror di luna
scivoloso il passo

Finestre spente
nel vicolo stanotte
guardano al silenzio


Vaga stanca l'ombra
che struscia con fatica
chiocciola di carrello.
 
Muta la preghiera
e piove ancora buio
su sella di speranza.

S'infrange l'ombra d'ombra
su muro di mortella
tingendola di scuro.

Cocci sparsi di vita
lamiere di pensieri
raccolti sulla via.

Il bastardo rognoso
segue al passo
leccandogli le dita.

Lui solo sa di certo
ch'un tempo non lontano
prima d'errar raminga

Quell' ombra fu una fata

.

.

 

Affidata al vento da ariadipoesia alle 19:26 | commenti (5)
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INVENTETE TU’ MADRE ASSIEME A ME





Ah regazzì…puro si nun me parli,
m’accorgo che tu stai lì lì pe’ piagne!
Com’è ‘sta storia che te senti solo!
Tu ciài un padre, ‘na madre, ‘na famija!
Allora io…
che nun conosco manco er nome mio?
Ma che stai a dì: avecce ‘na famija
ar giorno d’oggi è tutta ‘na bucia?
Me porti invidia
perché sò sola ar monno
    così nissuno me pò fà der male…
e mò vòi che te parlo de mi’ madre?
Io mi’ madre la notte me l’invento…
la devo immagginà.
Quann’ero regazzina me chiamaveno:
-Ah fija de ‘na mignotta…viè un po’ qua!-
Allora ce piagnevo disperata,
doppo…cor tempo…me sò abbituata.
E così m’aricordo che na vorta
lei me disse ner sogno:
-Sta bona fija mia, perché a ‘sto monno,
li veri granni fiji de ‘na mignotta
so solo quelli che te fanno piagne.-
Poi, senza ‘na parola,
m’arimboccava piano le lenzola
e se pijava tutto er pianto mio.
Come faccio a insognalla
si nun ciò manco ‘na fotografia?
Io guardo ‘na Madonna
e penso a mamma mia!
Come faccio a chiamalla
si nun conosco er nome?
E mica ciò bisogno de chiamalla…
basta che dico “mamma”!
Lo sai che insino a jeri t’invidiavo?
Pensavo: beato lui che cià famija!
Invece mò te sento mi’ fratello
e tra fratelli damese ‘na mano:
chiamamo “mamma” e poi se l’inventamo.

( Gabriella Quattrini)

Affidata al vento da gabryquattrini alle 12:59 | commenti (6)
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venerdì, 16 maggio 2008

D'ebano e miele

D’ebano gli occhi
perduti in polverosi orizzonti  
fra lacrime divorate dall’arsura
e da una fame senza ritorno
che ingoia nel nulla l’infanzia 
Tu, bambino silenzioso nulla chiedi…
Di miele lo sguardo
a trafigger come lama affilata
la coscienza di un mondo lontano
sazio di tutto e incapace di amare
chi ha bisogno solo di pane e d’amore
Tu, creatura abbandonata a te stessa…
-Maya-

Affidata al vento da GiardiniDiMaya alle 18:21 | commenti (5)
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laghi di tristezza

immagine presa dal web

Due laghi neri

oceani di tristezza

senza luce viva

Sorride il piccolo


-Nessuna  gioia nel suo sorriso stanco.-


Rassegnazione

al pianto che non lava


Sguardo asciutto in  deserto di sogni


Fissa il mio viso assorto


nel suo mondo di silenzio pieno.

 


 



Cercavo una chiave d'accesso al suo impenetrabile sguardo, ma nulla mi permetteva di potervi entrare, non uno spiraglio si apriva, eppure intuivo che se fossi entrata, se solo avessi potuto varcare quella barriera, avrei potuto capire il perchè di tanta tristezza.

Mai mi era capitato che guardando un bambino, apparentemente e certamente sano, potessi scorgere tanta tristezza.
Quegli occhi non mi fecero dormire per più giorni, non era curiosità la mia ma, raccapriccio, un bambino di quattro anni non poteva essere così triste e indifferente al mondo che lo circondava.


Mille pensieri, mille idee si affollavano, mille supposizioni, alle quali davo sempre la stessa risposta:


NO NON PUO' ESSERE.



Ancora, stamattina, sono uscita di casa, sperando di incontrare per strada, o all'ipermercato, quel bambino,  ma non l'ho trovato.

Non so chi sia, non lo conosco, ma spero di incontrarlo di nuovo e vedere la gioia nei suoi occhi.

Lo so dite e perchè lo dici a noi?

Perchè se lo incontrate prima di me, se lo riconoscerete, ditegli che l'ho cercato
e che vorrei poterlo aiutare a sorridere col cuore.

 


 

.

Affidata al vento da ariadipoesia alle 12:46 | commenti (4)
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giovedì, 15 maggio 2008



Ci sono soli che non bruciano
ma ti lasciano dentro un senso di pace
questo sei tu adesso amore mio

Un santuario d'amore

E tra le pieghe della tua dolcezza
io vivo...

Affidata al vento da MarcoforEver alle 23:54 | commenti (5)
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Karma



Quando domani sara' storia
e l'orizzonte di oggi
sara' solo leggere
nei tuoi occhi la mia vita

Si accendera' una luce
e nel vento del karma
avro' visto me stesso
oltre le porte del tempo...

Affidata al vento da MarcoforEver alle 01:01 | commenti (6)
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mercoledì, 14 maggio 2008

Buonanotte



La più bella buonanotte
è quella che non ti ho ancora dato
è un sussurro dell'anima
una finestra aperta
dal profumo di fragola...

Il piu bello dei giorni
non lo abbiamo ancora vissuto
ma tranquillo ci aspetta
sul sentiero scosceso
che riunisce la vita...

Il sogno piu' bello
lo faccio ogni notte
quando nel cielo terso
ancora vedo...
i tuoi occhi nell'anima...

Affidata al vento da MarcoforEver alle 00:14 | commenti (6)
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martedì, 13 maggio 2008

Vorrei essere...

 
Vorrei illuminarti come stella
in una cupa notte d’inverno…
stringerti al frastuono dei miei
palpiti per desiderarti sotto la luna.
 
Vorrei essere un’onda per cullare
i tuoi pensieri e affondarli nella
profondità del mare ove tu
potresti affogare le tue lacrime.
 
Vorrei soffiarti sul viso per scaldarti
la pelle quando senti freddo e hai
paura del gelo che la sofferenza
a volte ci dona in questa esistenza.
 
Vorrei essere la ragazza del sole
per risplenderti ogni attimo di
vita negl’occhi e illuminare ogni
tuo passo nell’universo frenetico.
 
Vorrei essere un leggero fiocco
di neve per posarmi lievemente
sulle tue labbra e li sciogliermi
in un bacio angelico ed eterno.
 
-Vorrei essere quello che sono
per amarti e vivere nel tuo cuore-
 
 
Dedicato a Luca

Affidata al vento da Sungirl alle 16:08 | commenti (9)
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E se io t'amo
e il verbo non s'incrina
stesse le stelle
stesso mare e luna

Di giada gli occhi
cerchia l'oro il viso
le dolci labbra
a rifinir l'immenso

Si maestate
mi cammini al fianco
mentre la vita
dolcemente scorre

E nel fiorir
di te
mi sento
Re...

Affidata al vento da MarcoforEver alle 14:51 | commenti (7)
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lunedì, 12 maggio 2008

Anima libera...


Sono silenziosamente libera
mi guardo rivedendomi spesso
nell’empireo azzurro in un volo
a planare come un’aquila.

 Mi apro al sole dischiudendomi
come una gemma che in un attimo
germoglia diventando scarlatta
corolla che apre le ali all’alba.

Vivo d’amore specchiandomi 
nei sorrisi del vento in ogni
essere umano che sa disegnare
sul cuore apportandomi vita.
Anima libera è il mio vero nome
che incido nei cieli tra le stelle
luminose ove respiro attimi unici
che neanche il tempo potrà abolire.

sicut aquila

Affidata al vento da Sungirl alle 13:43 | commenti (9)
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domenica, 11 maggio 2008

Tango

 

Sei la struggente nostalgia

l’inespresso che si fa movimento

la forza che si fa grazia

lo slancio più puro che si libera

il cuore che arde

il riscatto

la passione travolgente

quella nascosta mai confessata

il brivido

vigore e debolezza

dolcezza e rudezza

Sei la vita vissuta

e quella desiderata

sei il ballo del corpo e dell’anima

che tutto comprende

e il suo contrario

l’ultimo ballo

per me

pollicino ritrova la via

di casa sulle note della tua musica

 

Pietro Atzeni

Affidata al vento da pietroatzeni alle 14:53 | commenti (6)
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Le strade di Lot



Dove andarono i musici gli dei e i saggi
che rivolsero lo sguardo a Babilonia
quando la feccia umana si coprì di gloria
e del cammin si perse la speranza.

E che fù del giogo infame
che ridusse in cenere le genti
mentre la pertinacia si fè storia
e nel silenzio ruppe la certezza

Forse di canti altrui si fece messa
e colorir si volle, reo l' ombroso
se del patir la razza fece a meno
mentre moriva incerto, il giorno nuovo.


Affidata al vento da MarcoforEver alle 14:29 | commenti (8)
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=

haigamadre

 

Terra feconda
in novena di attesa
e non sei più tua

.::.

Affidata al vento da ariadipoesia alle 13:30 | commenti (8)
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sabato, 10 maggio 2008

Sarò



Saro' il sole e meraviglia
sarò carne e saro' cuore
il pensiero che ti culla
tra le pieghe del passato

Sarò vento e saro' fiume
saro' ansia e desiderio
forte ardito ed insistente
nelle valli della mente

Saro'fremito e candore
saro' sesso e saro' amore
e non manchera' fervore
nel silenzio del tuo cuore...

Saro' sole e meraviglia
Saro' vento ...
Saro' io...

Affidata al vento da MarcoforEver alle 21:59 | commenti (6)
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IO PENSO, DUNQUE SONO...

"Io penso, dunque sono".
La grande verità cartesiana secondo cui il pensiero precede l'esistenza empirica : noi esistiamo solo in quanto esseri pensanti, ma non ancora senzienti.
"L'uomo è quindi una sostanza, la cui intera essenza o natura consiste nel pensare, e che, per esistere, non ha bisogno di alcun luogo, né dipende da alcuna cosa materiale".
In pratica, il pensiero fonda e giustifica la propria esistenza solo in base a se stesso.
Posizione innatistica quella di Cartesio, idealistica, poiché afferma il primato delle idee sulle sensazioni.
Ma esiste in contrapposizione a questa, una posizione empiristica, quella di Locke, che sostiene il primato dei sensi riguardo alla produzione delle idee.
Alla base di tutto, quindi, l'esperienza.
Esperienza che deriva dal mondo esterno e che si chiama sensazione.
Esperienza che avviene all'interno dell'intelletto, che si può definire riflessione.
E che dire della terza opzione, quella posta da Hobbes, secondo cui gli uomini non nascono con le idee già in mente né le producono con l'esperienza ( sconfessando l'innatismo di Cartesio e l'empirismo di Locke ), ma arrivano a stabilirle attraverso il consenso di tutti.
Il pensare è in pratica, un manipolare segni che gli stessi esseri umani hanno definito con un patto.
Convenzionalismo.
Mi viene un dubbio.
"Le verità" fino ad oggi conclamate, sono il frutto dell'arbitrio e della convenzionalità umana???

Affidata al vento da parolenondette2 alle 20:38 | commenti (3)
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AL MIO ANGELO CORAGGIOSO

UN RAGGIO DI LUCE E DI SPERANZA HA SQUARCIATO LE FITTE TENEBRE DEL DOLORE.
SONO FIERA DI TE...
RIPRENDI A VOLARE...IO SARO' AL TUO FIANCO...FINO ALLA FINE.
(al mio dolce figlio adottivo che ha ritrovato la forza e il coraggio di combattere per la vita)

ALEA IACTA EST!!!
Ebbene si! Oggi è successo quello che solo qualche ora fa non avrei sperato....hai passato il tuo Rubicone!
Solo ieri eri disteso a terra nel bel mezzo del tuo claustrofobico tunnel senza riuscire a scorgere una benché minima via d'uscita....
Beh, le "strigliate" hanno avuto un effetto devastante ed insperato...da disteso che eri hai trovato la forza dapprima per inginocchiarti, poi alzare una gamba, poi l'altra ed hai trovato il coraggio di camminare di nuovo e di arrivare a scorgere all'orizzonte una luce, la fine del tuo tunnel.
Non posso ancora dire se ne sei  fuori, ma stai sicuramente camminando a passo sempre più spedito tenendo ben fissa con lo sguardo quella luce che, attimo dopo attimo, si fa sempre più viva e vicina: l'uscita!
Quanto ad Alien, quel "paguro" impertinente ha creduto di essersi impossessato di un guscio di conchiglia per farne la propria dimora ma ha tralasciato un piccolo particolare: è un OSPITE e non il PADRONE! E come tale dovrà starsene buono buono se vuole mantenere i rapporti di buon vicinato.
Per di più, non conoscendo le buone maniere e non sapendo stare in società, non sarà mai invitato a partecipare a nessun tipo di "incontro".
Posso dire che questi due giorni per te sono stati decisivi.
Sai che il tuo problema non è mai stato Alien, ribadisco...lui non è altro che un ospite, un pò scomodo a dire il vero, ma sempre un ospite!
Sta a te fargli capire chi è che comanda ed impedirgli di alzare troppo la cresta.
Resti tu il direttore d'orchestra della tua vita!
Lui potrà tenere impegnato l'esercito dei tuoi "soldatini bianchi" ma hai capito che, come in tutte le battaglie, il morale delle truppe è ciò che fa la differenza e sta ancora a te fare in modo di tenerlo ben alto, reagendo e non cedendo alla depressione e fiaccando, piuttosto, quello dell'avversario.
Il bravo comandante è colui che guida l'esercito in prima linea, dando per primo l'esempio : "al mio segnale scatenate l'inferno!!!"
Anche se l'assedio è di quelli "pesanti" il tuo stato d'animo è la chiave di volta per poter dare al tuo esercito la forza e la tenacia per tenere duro.
Può creare sconcerto all'inizio, sfruttando il fattore sorpresa, ma poi avrà vita dura!
Devi respingere l'attacco e riconquistare terreno...il blitz ti ha tramortito, ma adesso sei molto più incazzato di prima!
Sii sempre te stesso e non rinunciare a nulla di quanto avevi prima, e quando dico a nulla intendo NULLA!!!
Metticela tutta!

Affidata al vento da parolenondette2 alle 09:57 | commenti (3)
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Nella casa del sole



Nella casa del sole
si spengono le nuvole
e i raggi indorano
l'azzurro indaco...

--//--

Manolo correva ridendo
sulle spiagge di sole
sul suo viso il calore raggiante
nei suoi occhi l'amore

Le spiagge al tramonto
profumavano di mare
nel buio ascoltava
le ultime onde

Sulle strade di Alessandria
calava la sera...

Affidata al vento da MarcoforEver alle 01:13 | commenti (5)
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venerdì, 09 maggio 2008

a te...Sovrano dei cieli


dannata- kurtz -

Pettino i pensieri

controcorrente

risalendo in apnea

fra le vene arse del tuo respiro

 - come pesco d'autunno

 cadono le certezze senza te -

remo inquietitudine

battezzando l'aria

che m'accarezza il viso

traccio il perimetro

del dolore

 

e arresto lo sguardo

nell'area del cuore

che parla di te

spoglia

come un ramo di visciola

in inverno

denudo l'anima

nel silenzio

increspando parole

fra i nodi di capelli

chiusi in un pugno

urla silente

sgorgano dal ventre

vergine di te. 

Affidata al vento da rocrisa alle 21:33 | commenti (3)
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a mia madre

Mamma, ricordi quante volte mi dicevi:
Un giorno capirai.
  Ancora oggi ti risento
 Quei lunghi tuoi silenzi
chiusa
 in un rosario di pensieri
 a meditare
tra un ricamo ed un rinaccio
alle calze smagliate
 in quelle tue notti insonni
 attendevi l'ultimo rincasare
dopo i bagordi
di una festa di paese
dalle quali ti tenevi a debita distanza
 per non inciampare
nel chiacchiericcio di fondo
che dalla piazza si portava fino al colle
fino in cima a quei fasci di ginestra
che pur ammiccanti
non ricevevano che uno sguardo
benevolo di accoglienza
 fiori mai raccolti
come mai hai raccolto
le emozioni di chi
pur avrebbe voluto rilassarsi
tra le tue amorevoli parole rassicuranti.
Un giorno capirai.
 Sembrava  un ritornello,
negli enigmi del mio universo di ragazza.
  Risposte che possedevi
ma gelosamente hai custodito
in quella tua filosofia
di non imporre le tue scelte 
le tue esperienze
 non valevano per il mio mondo.
Quei tuoi silenzi
che ieri erano per me un segno di chiusura
 che non comprendevo 
mi hanno permesso
 di ponderare ogni mio passo
 di considerare
 responsabilmente
ogni mia reazione agli accadimenti
cosi divenni forte nel carattere
rendendomi indipendente
 matura  anzi tempo.
Quante volte ti ho odiata
nel cuore in segreto rimproverata
per avermi trattata sempre da adulta
 di avermi sempre considerata grande
 perchè nata prima dei tuoi  quattro.
Ora, sulla soglia del mezzo secolo di vita
 posso guardare indietro
sorridendo di quelle mie montagne rocciose
 nonostante non avessi appigli
su cui poggiare le mani
 le ho scalate tutte
 levigando con caparbietà
ogni roccia aguzza
per potermi ricavare uno spazio
dove aggrapparmi
per non precipitare giù
nel precipizio dell'indolenza e dell'inettitudine.
Solo oggi riesco forse a dirti:
Sapevo che comunque c'eri.
Severa educatrice
ti sei negata i baci
che fragile come bimba indifesa chiedi
Così negandomi le lacrime
in tua presenza
dolcemente ti sorrido e ti bacio.

Sono figlia tua.

Affidata al vento da ariadipoesia alle 16:39 | commenti (4)
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mercoledì, 07 maggio 2008

ari@dipoesi@

ari@

Di me, tutto traspare

angoli di pensieri sparpagliati

tra maglie sconfinate

disegnate dalle energie vibranti

Scacciapensieri muti

che gridano

la mia esistenza in vita.

Affidata al vento da ariadipoesia alle 19:59 | commenti (12)
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martedì, 06 maggio 2008

nuvole e polvere

 

 

 

 

 

"E allora continua a trafiggermi, lama dorata,

tendimi trappole lungo il cammino.

Sentieri di terra arida

vuoi per me...

Avvolgimi di spine

e osserva il sangue che lento scorre.

Senti come canta?

No, perchè non puoi sentire il canto della vita...

Astratto..."

 

 

Vita

...

favola bella e atroce

mi hai circondata

di muri di suoni,

di luce accecante

e mi hai illuso con sogni senza parole.

Forse mi osservi,

ma senza occhi...

forse parli

ma senza voce.

Sempre e soltanto forse...

estenua lotta tra

incanto e disincanto

in echi di albe e tramonti.

 

 

Ps: da troppo tempo sono stata assente,

e ho constatato che il mio silenzio

non è riuscito a spengere il mio vento

un inchino

 

Affidata al vento da AineAislinn alle 21:50 | commenti (5)
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§§§

notte d'eclissi
sigaretta negata
irrita i bulli

colpi assestati
è diverso Nicola
senza divisa

non hai valore
se hai diversa bandiera
sei un  uomo morto


attonito urlo
inutile ogni  dire
diventa incenso

Affidata al vento da ariadipoesia alle 21:08 | commenti (8)
Permalink | categoria:poesia, vita, tanka-renga-choku

Pensabile rinascita...

 

 
Mi incateno