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“Quand il me prend dans ses bras, Edith Piaf, Giuliette Greco, non ha importanza di chi sia la voce, perché la musica entra nelle vene e scorre nell’anima. Alzo gli occhi, i murales sorridono dall’alto, un manifesto strappato sembra osservarmi, mi ricorda la storia della città, le sue strade, i suoi giardini, le cicatrici delle sue battaglie. Su quel muro, quel manifesto strappato apre una finestra sulla libertà. Ritorno sui miei passi, come sempre mi accade, quasi calamitata da sensazioni ed emozioni che magicamente mi attraggono, e torno, come sempre, a Saint German des Prés, è quasi sera, il sole si staglia sulla Senna, quasi come un invito, una passatoia che conduce ai luoghi dei sogni. Il tempo si ferma e lascia il posto all’avventura. Non so più cosa sono e cosa sarò. Parigi si mette a cantare l’amore, l’eleganza agli angoli di tutte le strade. Arrivo in rue Saint Benoit, e i camerieri, pantaloni neri e camicia bianca, stanno allestendo i tavolini per la sera, fuori, anche se fa freddo, mentre dalle porte aperte del Bilboquette giungono le note della tromba di Duke Ellington. Parigi, New Orleans? Già quasi non credo che in quest’angolo della vecchia Europa ci si possa immergere nel jazz come se mi trovassi oltreoceano. Eppure lo conosco bene, ma ogni volta è come se fosse la prima, l’emozione cresce, mentre Parigi mi avvolge nella sua musica. Ancora qualche passo ed un’altra cave de Jazz mi inonda con le note Charly Parker……… Musica delicata, passeggia insieme a me, tenendomi per mano e mi lascio condurre, come fossi una bambina, nei luoghi e nelle passioni di Parigi. Parigi è passione, il tempo passa, ma là si vola mentre la città si illumina e brilla notte e giorno. E io volo. “ Tutto finisce e parla il desiderio “. Jaque Breil mi sorprende mentre passeggio in Foubourg Sant Honorè. So bene che girando l’angolo c’è il Buddha Bar, ma non capisco come possa provenire di lì la musica di Breil…. Semplice, nulla è statico a Parigi, ogni cosa è in continuo movimento, ed anche il mitico Buddha Bar il pomeriggio si trasforma in un cafè . Parisienne, parigina, è strano come possa sentirmi parisienne. Le parigine sono appassionate, lo sa tutto il mondo, è come se Parigi fosse una donna, elegante, altera, vestita di nero con le labbra rosse, che avanza trionfale e seduttrice, con la grazia della libertà. Cammino con gli occhi volti verso il cielo, accompagnata ancora da quella musica trascinata dal vento, e all’improvviso rincontro quell’immagine con la sua poesia che sembra chiamarmi ogni giorno. E’ questa nuova immagine di Parigi, immagine di donna, che io porto in me e lei mi porta in sé: la incontro sui muri, è lo specchio dei miei pensieri, della mia musica. Catturata dai miei occhi è bella, troppo bella, assorta nelle mille sensazioni mi accorgo che la passione mi ha conquistata: è tardi, è troppo tardi per essere saggi. Non percepisco il traffico, non odo i rumori sgradevoli della metropoli, perché mai? Non vedo la folla in fila davanti al Louvre: i cafè, le mostre, le cave, gli angoli, gli stralci di sole e nuvole mi aspettano. Mi sembra di potere restare là: in qualsiasi posto al mondo noi aspettiamo, cerchiamo la nostra passione, ed io l’ho trovata. E la musica ancora mi avvolge quando, un po’ stanca, mi siedo al Flore con un bicchiere tra le mani e penso: Parigi è arte, è arte della vita, arte dell’amore, arte della passione, arte della musica, arte. Le plus fort N’est pas celui Qu’on panse C’est celui qui panse.
continua....
immagine presa da internet
Il me parle tout bas
Je vois la vie en rose…”
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senzaluna alle 19:01 | commenti (7)
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categoria:rubricapariisienne

Foto presa in rete Parigi: ogni volta che salgo sull'aereo ho quella sensazione lieve di tornare a casa. Scendo all'aeroporto e percorro i corridoi quasi ad occhi chiusi. Continua .....
Il taxi, la solita strada. Indifferente attraverso la periferia, potrei essere ovunque, nella periferia di una qualsiasi metropoili, poi quasi all'improvviso le strade note. I miei occhi guardano sempre con un punta di stupore, nonostante abbia fatto quel percorso decine e decine di volte. Ma Parigi è magica, ed ecco stagliarsi alla luce del tramonto la sagoma di Notre Dame, da dietro, la parte che forse preferisco. Il Quai, il Pont des Arts, Rue de Saint Peres, Rue Jacob, et voilà.... arrivata.
Non ho la frenesia del turista, di disfare velocemente i bagagli ed uscire in fretta. No, Parigi so che mi aspetta, a Parigi ho imparato ad essere "flaneur", ad assaporare lentamente tutte le sue magie. Il sorriso mi nasce spontaneo, sono a casa. Esco per vivere lentamente la mia Parigi, passo davanti all'edicola e do un occhiata veloce alla copertina di Pariscop, uno sguardo per capire cosa è cambiato e se qualcosa è cambiato. Parigi cambia in continuazione, ma alcune cose, alcuni luoghi restano sempre uguali, e mi rassicurano.... La Hune è ovviamente aperta, libreria dove si trovano testi incredibili, rassicurante, accattivante, e quel lembo di cielo azzurro tra le nuvole sembra sorridermi per darmi il ben tornato. Risalgo Rue Jacob, passeggio per Rue Bonaparte scorrendo velocemente con lo sguardo i negozietti così eterogenei, ed ecco davanti ai miei occhi.. il Pont des Arts che si affaccia sul Louvre, nessuna visione mi pare più completa di questa! Solo pochi passi e Parigi è sempre più grandiosa. Un brezza leggera e gelida portata dalla Seine mi accarezza il volto mentre traballo sulle tavole di legno di quel che è definito il Ponte degli Innamorati. Non conosco l'origine di quella definizione ma ... di fronte il Louvre, a destra la Seine che si dirama sull'Ile de La Cité, ed attraverso Place Dauphine con lo sguardo si scorge la guglia di Notre Dame, a sinistra troneggia la Cupola del Grand Palais...e la Tour Eiffel... mi giro su me stessa...la cupola illuminata dell'Accademie National Francaise....è buio ed è tutto incredibilmente e sapientemente illuminato, la vista è davvero splendida. Che dire, anche se non si è innamorati, sul Pont des Arts non ci si può non innamorare di Parigi. (Un piccolo cenno storico, si chiama Pont des Arts poichè sorge davanti al Louvre, detto anche Palais des Arts). A Parigi c'è una luce speciale, una luce diversa rispetto a quelle di tutto il resto del mondo, ed ogni giorno ti trovi di fronte a paesaggi diversi a seconda dell'atmosfera che ti regala il tempo..la nebbia, la foschia, il sole accecante, il crepuscolo..tutto esplode di nuovi colori e si riescono a vedere gli angoli nascosti di questa Magica città., Le strade sono quasi tutte di granito, i gradini, i ciottoli lungo la strada; ma niente è nuovo a Parigi, tutto è conservato meravigliosamente, con amore e con cura, ma è indiscutibilmente vecchio e quindi carico di significati storici e sociologici, chissà quanti piedi hanno calpestato quei vicoli e quante mani hanno accarezzato con delicatezza quei muretti lungo la Senna..
Quando si va a Parigi non necessariamente si guardano i dettagli, gli angoli , i marciapiedi, l'acquetta che esce dai marciapiedi... la pietra di calcare con cui sono costruite le case, molte case, o i muri di pietra intonacata... I palazzi parigini in reatà sono delle sculture e questo crea un'atmosfera uniforme, le Chiese, le torri ,le Cattedrali : è il cuore di Parigi, un posto unico.
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senzaluna alle 11:56 | commenti (11)
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categoria:vita, rubricapariisienne

Foto Renè Gruau Parigi: è già stato scritto un mare di libri, recensioni ,articoli, su ogni suo aspetto, turistico, storico, artistico. Davvero non posso cimentarmi con grandi scrittori, che vanno da Corrado Augias, giornalista e scrittore contemporaneo, con " I segreti di Parigi" - tra gli altri - che è stato definito come il libro di un viaggiatore, dove abbandona i luoghi più battuti, abusati. andando in cerca dei luoghi della memoria sull'orma di Chatwin; a Walter Benjamin, critico saggista e filosofo tedesco, con " I <passages> di Parigi", testo scritto in tredici anni ed incompiuto ( morto suicida nel 1940 ) : due libri ove si propone di risalire alle origini dell'epoca moderna partendo dalla specifica realtà di Parigi come ideale centro del mondo, raccogliendo una miriade di dettagli eterogenei ed apparentemente marginali: i passages, la merce, il flaneur, il gioco, la moda, l'art nauveau, la modernità urbanistica di Haussmann, la rilettura e il ripercorrere i luoghi di Nietzche, Poe, Baudelaire. Continua.....
Ma ciò che Parigi dona è una tale continuità all'interno di un costante rinnovamento che appare quasi quasi incredibile come rileggendo, ad esempio, il testo di Benjamin nulla sotto un certo profilo sia cambiato.
Non ho la pretesa di far da guida ad una città in cui nessuno, credo, può esser guida, ma cerco solamente di trasmettere quelle sensazioni e quelle emozioni che ogni volta mi dona.
Giungendo a Parigi la prima cosa che colpisce è la grandiosità ( grandeur ), che è del tutto diversa da quella di New York. Sono a mio avviso assolutamente imparagonabili : a New York tutto è GRANDE , a Parigi tutto è GRANDIOSO. Ma se si vuol da subito penetrare nel cuore della città , ecco che ti accorgi che Parigi , i quartieri di Parigi sono tanti piccoli villaggi, che hanno ancor oggi conservato quell'aria di autenticità, che percorrendoli rammentano quei vecchi films in bianco e nero dove gli uomini camminavano, lavoravano con il basco in testa e le donne indossavano graziosi grembiulini. Ovviamente oggi non ci sono più, ma è quell'aria serena e un po' scanzonata che è rimasta nel cuore di Parigi. Ed ecco allora che la signora appena uscita dalll'ufficio si mette in fila per andare a visitare la mostra dell' Arcimboldo con una baguette sottobraccio, e smangiucchia leggendo un libro, senza dar segni di impazienza per la lunga fila che sta facendo e chiede con un sorriso se sei l'ultimo.....
Penetrare nell'anima di Parigi non è facile ma neppure difficile, perchè da subito Parigi si offre , sta a te coglierne gli stimoli, i messaggi e quella possibilità che ti viene offerta non platealmente, ma con estrema discrezione. Io l'ho afferrata questa possibilità, non subito invero, ma appena me ne sono accorta ecco che tutto lo splendore mi si è aperto davanti agli occhi, come per magia, perchè Parigi è magica.
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senzaluna alle 22:46 | commenti (7)
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