Passeggeri nel vento è lieto di presentare il primo ebook realizzato con la collaborazione di tutti Voi
liberamente scaricabile cliccando sull'immagine.

Ringraziamo tutti gli autori che hanno contribuito alla realizzazione di questa iniziativa.

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domenica, 11 maggio 2008

Tango

 

Sei la struggente nostalgia

l’inespresso che si fa movimento

la forza che si fa grazia

lo slancio più puro che si libera

il cuore che arde

il riscatto

la passione travolgente

quella nascosta mai confessata

il brivido

vigore e debolezza

dolcezza e rudezza

Sei la vita vissuta

e quella desiderata

sei il ballo del corpo e dell’anima

che tutto comprende

e il suo contrario

l’ultimo ballo

per me

pollicino ritrova la via

di casa sulle note della tua musica

 

Pietro Atzeni

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sabato, 10 maggio 2008

IO PENSO, DUNQUE SONO...

"Io penso, dunque sono".
La grande verità cartesiana secondo cui il pensiero precede l'esistenza empirica : noi esistiamo solo in quanto esseri pensanti, ma non ancora senzienti.
"L'uomo è quindi una sostanza, la cui intera essenza o natura consiste nel pensare, e che, per esistere, non ha bisogno di alcun luogo, né dipende da alcuna cosa materiale".
In pratica, il pensiero fonda e giustifica la propria esistenza solo in base a se stesso.
Posizione innatistica quella di Cartesio, idealistica, poiché afferma il primato delle idee sulle sensazioni.
Ma esiste in contrapposizione a questa, una posizione empiristica, quella di Locke, che sostiene il primato dei sensi riguardo alla produzione delle idee.
Alla base di tutto, quindi, l'esperienza.
Esperienza che deriva dal mondo esterno e che si chiama sensazione.
Esperienza che avviene all'interno dell'intelletto, che si può definire riflessione.
E che dire della terza opzione, quella posta da Hobbes, secondo cui gli uomini non nascono con le idee già in mente né le producono con l'esperienza ( sconfessando l'innatismo di Cartesio e l'empirismo di Locke ), ma arrivano a stabilirle attraverso il consenso di tutti.
Il pensare è in pratica, un manipolare segni che gli stessi esseri umani hanno definito con un patto.
Convenzionalismo.
Mi viene un dubbio.
"Le verità" fino ad oggi conclamate, sono il frutto dell'arbitrio e della convenzionalità umana???

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VupPì: Vipera Portentosa

Vergognosamente m'addentro
nell'antro del Poeta,
timidezza mi prende
nell'espormi nuda al grande Fuoco.

Onniscienza mi guarda
con sdegno mi squadra,
Virtute e Canoscenza
disprezzo rivolgono.

M'inchino al sacro suolo
da Poesia percorso:
inginocchiata lo attraverso
cogli occhi rivolti al Suo sguardo.

I Suoi discepoli benevoli
una mano allungano
di fiori e perle adornata.

Pietre preziose mi offrono
ognuna intinta di siero di vipera
ché possa un dì investirmi col suo portento.

Dal calice bevo il velenoso fluido,
strisciando esco
al Sole di maggio.

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AL MIO ANGELO CORAGGIOSO

UN RAGGIO DI LUCE E DI SPERANZA HA SQUARCIATO LE FITTE TENEBRE DEL DOLORE.
SONO FIERA DI TE...
RIPRENDI A VOLARE...IO SARO' AL TUO FIANCO...FINO ALLA FINE.
(al mio dolce figlio adottivo che ha ritrovato la forza e il coraggio di combattere per la vita)

ALEA IACTA EST!!!
Ebbene si! Oggi è successo quello che solo qualche ora fa non avrei sperato....hai passato il tuo Rubicone!
Solo ieri eri disteso a terra nel bel mezzo del tuo claustrofobico tunnel senza riuscire a scorgere una benché minima via d'uscita....
Beh, le "strigliate" hanno avuto un effetto devastante ed insperato...da disteso che eri hai trovato la forza dapprima per inginocchiarti, poi alzare una gamba, poi l'altra ed hai trovato il coraggio di camminare di nuovo e di arrivare a scorgere all'orizzonte una luce, la fine del tuo tunnel.
Non posso ancora dire se ne sei  fuori, ma stai sicuramente camminando a passo sempre più spedito tenendo ben fissa con lo sguardo quella luce che, attimo dopo attimo, si fa sempre più viva e vicina: l'uscita!
Quanto ad Alien, quel "paguro" impertinente ha creduto di essersi impossessato di un guscio di conchiglia per farne la propria dimora ma ha tralasciato un piccolo particolare: è un OSPITE e non il PADRONE! E come tale dovrà starsene buono buono se vuole mantenere i rapporti di buon vicinato.
Per di più, non conoscendo le buone maniere e non sapendo stare in società, non sarà mai invitato a partecipare a nessun tipo di "incontro".
Posso dire che questi due giorni per te sono stati decisivi.
Sai che il tuo problema non è mai stato Alien, ribadisco...lui non è altro che un ospite, un pò scomodo a dire il vero, ma sempre un ospite!
Sta a te fargli capire chi è che comanda ed impedirgli di alzare troppo la cresta.
Resti tu il direttore d'orchestra della tua vita!
Lui potrà tenere impegnato l'esercito dei tuoi "soldatini bianchi" ma hai capito che, come in tutte le battaglie, il morale delle truppe è ciò che fa la differenza e sta ancora a te fare in modo di tenerlo ben alto, reagendo e non cedendo alla depressione e fiaccando, piuttosto, quello dell'avversario.
Il bravo comandante è colui che guida l'esercito in prima linea, dando per primo l'esempio : "al mio segnale scatenate l'inferno!!!"
Anche se l'assedio è di quelli "pesanti" il tuo stato d'animo è la chiave di volta per poter dare al tuo esercito la forza e la tenacia per tenere duro.
Può creare sconcerto all'inizio, sfruttando il fattore sorpresa, ma poi avrà vita dura!
Devi respingere l'attacco e riconquistare terreno...il blitz ti ha tramortito, ma adesso sei molto più incazzato di prima!
Sii sempre te stesso e non rinunciare a nulla di quanto avevi prima, e quando dico a nulla intendo NULLA!!!
Metticela tutta!

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venerdì, 09 maggio 2008

a te...Sovrano dei cieli


dannata- kurtz -

Pettino i pensieri

controcorrente

risalendo in apnea

fra le vene arse del tuo respiro

 - come pesco d'autunno

 cadono le certezze senza te -

remo inquietitudine

battezzando l'aria

che m'accarezza il viso

traccio il perimetro

del dolore

 

e arresto lo sguardo

nell'area del cuore

che parla di te

spoglia

come un ramo di visciola

in inverno

denudo l'anima

nel silenzio

increspando parole

fra i nodi di capelli

chiusi in un pugno

urla silente

sgorgano dal ventre

vergine di te. 

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Stella che errando sfuma

Un viaggio senza meta
vagabondaggio tra le nuvole
a te
verità
m'ha portata

Da quassù finalmente
aria rarefatta respiro

Socchiudo gli occhi
della mente
Apro quelli
del cuore:


la ragione è orfana
di sentimento

Vedo lotte in lontananza
e millantanti fuochi
fatui scoppi di scie luminose:
si svuota il cielo di comete.

Ed io
mi dissolvo.

Affidata al vento da stellaerratica alle 14:05 | commenti (2)
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Nel caso in cui

 

NULLA DA PRENDERE

Non chiedo più nulla al tuo amore
solo l’incontro per caso
in uno stupido ricordo…
 
Il passaggio veloce di un graffio
che brucia la pelle,
ma che non lascia traccia.
Il laccio
che stringe soffocando
fermando solo il cuore,
ma non il tempo.
 
Potremmo farlo
magari in un letto,
ai piedi del silenzio,
dove l’amore è oltrepassato
dall’avido confine
di un prendere…
 
O chissà, forse potremmo
parlarne ancora per ore ed ore
nell’ennesimo tentativo
di chi continua a seminare su strade
dove la terra e dura,
soprattutto quando vi si poggia
in ginocchio.
 
Non chiedo nulla…
o forse lo faccio
anche ora descrivendo
il nostro amore
a questi lettori stranieri…
spettatori ignari
di quel che c’è stato…
E così continuando
dico tra me e me
“Io ti ho amato!...
Se ti ho amato.”
L’ho capito
quando ti ho perduto…
ed ora mi sembra sentirli
questi avventori sulle
nostre anime spoglie
quando dicono,
“Questo accade
quando qualcuno
di spalle si è mostrato!”
 
Non pretendo nulla
solo di averti accanto
di tanto in tanto
tra le ombre di un passato sentimento.
Se per caso mi vedessi
volgimi lo sguardo
senza tristezza alcuna.

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martedì, 06 maggio 2008

Note perdute

donnasz2

 

Ho la predisposizione a scrivere ciò che provo.

Ed inevitabilmente ciò che traspare, che emerge,
rivela lo stato d'animo che in quel momento mi pervade,
così come la mia indole,il mio modo di essere.

Forse ogni volta che scrivo,
dovrei anche spiegare
il sentimento che in quel preciso istante
mi spinge ad affidare le parole a fogli bianchi:
Disagio,tristezza,gioia,noia,rabbia,dolcezza…
Scrivere…
adagiare i miei pensieri su un pentagramma fatto di parole
lasciando suonare le note dell’anima.
Qualcosa di me che si ripete uguale da anni,
senza subire alcun mutamento,
qualcosa che comincio a considerare eterno,
nonostante sappia che di eterno, per l'uomo, non c'è nulla.
Fino ad un anno fa avevo celato al mondo
 ciò che scrivevo.
Forse per un intimo pudore,
 
non sono un essere pubblico,in fondo..
 
non lo sono mai stata.
Mi chiudo spesso nel mio angolo di cielo..
È un proteggermi da cose che non sento mie,
che non mi appartengono.
Attraverso la scrittura ho avuto la possibilità
 di guardarmi dentro.
 
Scrivere era come scrivere a “casa”.
Erano messaggi che hanno impiegato anni
 per essere recapitati,compresi,accettati.
Ho deciso di aprire questo blog solo
perché nel regalare parole esaudisco il mio desiderio
di condividere le emozioni e
perché credo nella forza delle parole.
 
Aprendomi al mondo è stato come guardarsi
allo specchio, uno specchio virtuale,
dalle proprietà strane, capace di vedere l’interno delle cose.
Capire ciò che gli altri vedono.
Alessandra…
non l’ho riconosciuta subito,

eppure eri lì…quella di sempre.

Una persona capace e desiderosa di donare affetto
perchè in quell'abbraccio cercava affetto.
 
Non riceverne ha attivato
un meccanismo interno che ha generato
 un progressivo allontanamento
fra l'involucro ed il contenuto.

 Allontanarsi è cosi semplice.
Il tempo di aprire una porta e fare un passo fuori.

Quelle passeggiate in cui non sai
 esattamente dove stai andando,
ma che ti servono a lasciar scorrere
 l'anima sulla scia dei pensieri.

 E ci scopriamo lontani..
a cercare ancora

   le musiche, i sogni ,i desideri, ripercorrendo i ricordi,
 guardando avanti ad un tempo senza tempo.
Mari e terre sconosciute.

Venti e maree.
Senza ritorni….
Cercando quella nota che manca…
 
 
Alice64

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lunedì, 05 maggio 2008

Sequenzialità

Al nascer del giorno
contando i passi avanza la luce
li ove l'ombra e il silenzio
ancor s'accalcano
 sul percorso dell'occhio ....


Forse solo
[un inizio ]
 quello spasmo mai fermo
   a incerchiar colori d''alba
su quest'esistenza incerta ...


E il cielo innanzi lo invia
in  perenne corsa
un istante a seguir l'altro...


- Improvvisa sequenzialità-

 mossa da sospiri di brezza
 a tracciar [un durante]
sospeso tra sonno e veglia...


[ Silente attesa ]
a incespicar barcollando
 su anfratti di tempo
 [ eterno viandante ]
che nel quotidiano cammino
 di vita o morte disegna
la sorte d'ognuno


-Dopo -

oltre lo spazio
 solo una pia illusione
va a vestir di stelle l'orizzonte...

Evanescente  sogno
   seduto su uno sgabello
a disegnar attimi mai vissuti
    al calar del buio


  - aspettando un'altra volta
estatico...l'incanto d'aurora .

Carolina Parrilla
 
    

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domenica, 04 maggio 2008

Come nel seme il fiore

poesia

 

Ti ho cercata nel cielo blu

tra le stelle

spericolato funambolo

ho afferrato le funi

che mi portavano da te

ti ho cercata

abbagliato da tanta bellezza

invano

la luna a falce ha fatto da amaca

alla mia delusione

sotto la terra mi guardava

aveva gli occhi tristi di un bimbo

e lo sguardo spento

di una mano tesa

e ho capito

eri dentro di me tutto questo tempo

mentre io ti cercavo

come il fiore nel seme

altrove

tra le stelle

 

Pietro Atzeni

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Rintocchi

Rintocchi

Si chiama morte bianca in ogni luogo
s'alzano croci in fabbriche e cantieri
staziona sui mestieri mane e sera
nelle contrade s'odono i rintocchi


precarietà prima della chiamata
centellinando mistica preghiera
ad un potente per aprir la porta
assicurar così il pane ai figli


lavoro garantito e mal saldato
con sicurezza fragile  e insicura
com'era ieri il suo stato inerte


e d'ìmprovviso falce che s'abbatte
anima assorbe mentre è lì sul fondo
oppure crogiolato lì in fucina

 


[Endecasillabi in versi sciolti]

Copyright © foto e versi di Lorenzo 3.5.08

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venerdì, 02 maggio 2008


Un' ala ferita
Un volo negato
Futura speranza

(Jalesh)

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giovedì, 01 maggio 2008

Letizia

Letizia

Letizia immensa
avvolge il nostro cuore
grande emozione


ritorna al grande segno
le fondamenta in dono

 

il sole splende
in questo giorno lieto
manto di fiori


ricopre la campagna
offerta per la Madre

 


Copyright © foto e versi di Lorenzo 1.5.08

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martedì, 29 aprile 2008

Rosso battente il prezioso monile

Il cuore mio trabocca
di imperscrutabili diamanti.
Mille facce
dello stesso tesoro,
prezioso monile
d'antiche gesta.
Fragile dettaglio
su drappo di velluto
poggiato con cura
da sacerdoti di nessun tempio.
Vento dell'est
impetuoso s'alza
tregua più non darà
nel cadenzare virulento
all'ormai scordata gioia.

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sabato, 26 aprile 2008

Il silenzio

Il silenzio che smorza le parole, denso e pacato, sotto la pelle che si sveglia piano al mattino. Quella calma insolita che lascia attonita la mente, troppo avvezza a rimuginare. Il vuoto di suoni che incanta l'udito e talvolta il cuore, in una sorta di magica e impenetrabile attesa, di cui non si sa il principio né la fine.

Il silenzio dei segreti, quel tempo statico interposto fra un pensiero e il resto del mondo; un pensiero soltanto a noi noto e nel quale ci crogioliamo, compiaciuti dell'esclusivo dono misterioso agli altri.

Il silenzio dei giorni d'estate, quello che ti lascia udire cose mai ascoltate e apprezzare cose mai desiderate. Quella quiete calda ed impaziente in cui sospirano spighe di grano ed ali di cicale grate al sole.

L'attimo magico e infinito nel quale i tuoi occhi sono così vicini da non vedere altro; il silenzio profondo del tuo respiro che conosco ormai a memoria; e in quell'attimo in cui tutto il resto del mondo sparisce io odo solo il nostro delicato silenzio, interrotto soltanto dal battito del cuore.

 

 

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domenica, 20 aprile 2008

line-arose-1

L'illuminazione accade quando accade: non la puoi pretendere, non la puoi ordinare, non puoi farla accadere tu. Certo, puoi fare molto perchè accada, ma qualunque cosa farai non funzionerà come una causa.
Qualunque cosa tu faccia non ti porterà mai all'illuminazione, ma di certo ti preparerà a riceverla, a vederla allorchè ti si para di fronte, a riconoscerla.
Non la puoi provocare, è al di là di te. Se potessi provocarla, di nuovo non sarebbe altro che una nuova decorazione del tuo ego. No, non puoi fare nulla perchè accada. Affinchè possa accadere ti devi dissolvere.

Osho, The Secret of Secrets, vol.II

line-arose-1
Tutta la nostra esperienza si fonda sull'identificazione. Quando scoppi di rabbia non dici: "Vedo rabbia nella mia mente", dici: "Sono arrabbiato." In verità, tu non sei arrabbiato, sei un semplice osservatore. La rabbia è presente sullo schermo della tua mente. L'identificazione è la malattia spirituale più grave. Facilmente ci identifichiamo, perchè per secoli è stata la nostra abitudine. Per essere, dovrai imparare a disidentificarti da tutto. Usa ogni cosa, ma non attaccarti a nulla. Vivi nel mondo, ma non lasciare che il mondo entri in te. Non identificarti con alcunchè. Usa questa intera esistenza, ma non essere possessivo. Resta distaccato, consapevole e osserva in silenzio il fluire della vita.

Osho, Satyam, Shivam, Sundram

line-arose-1

Affidata al vento da CristinaKhay alle 23:32 | commenti (17)
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sabato, 19 aprile 2008

Le ali di un angelo



1h- kurtz-

Le lancette scandiscono
il tempo della solitudine
gli sguardi di sorrisi
beffardi
alzano il perimetro
del mio star sola
La rivoluzione francesce
gridava fratellanza
e con questo silenzio
intorno a me
ho smesso di sperare
le onde si gettano
sulla sabbia in compagnia
io parlo a voce alta
per spezzare il rumore del silenzio

Un giorno di primavera
il mio parlare
divenne un canto
un angelo biondo
si unì alla melodia
le sue mani intrecciarono le mie
gli occhi
smisero si piangere
e come gli uccelli
che emigrano in stormi
anche le mie ali
non furono più sole.

Affidata al vento da rocrisa alle 22:03 | commenti (3)
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giovedì, 17 aprile 2008

IL MARE OGGI

Cosi sarebbe il mare

Se lo vedessi oggi

 

Cosi sarebbe la spiaggia

Perché vi sarei solo

 

Questi colori avrebbe

Perché occhi miei sono stanchi

 

Riflesso giallo in cielo

Quel fior che di te parla

 

Cosi sarebbe il mare oggi

Perché a te penserei

 

 

Kurtz 08

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mercoledì, 16 aprile 2008

Dialoghi di Parvah (L'Amore)

Padre celeste cos'è l'amore ?
...é il tutto, il niente il volo e l'assoluto...
...e che colore ha ?
... che dirti Parvah...
... Quello dei suoi occhi...

E il sogno padre di che cosa è fatto...
...Nuvole, pensieri, strati di malinconia,
gioia, stupore... sogni...

Ma dimmi padre tutto cio' che vale ?
...Vale la vita Parvah...
...Torna a sognare...

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martedì, 15 aprile 2008

L'esigenza

299
Quando ti bacio è come se piovesse, come se un temporale mi stesse aprendo il cuore, per poi veder tornar sereno guardando il sole nei tuoi occhi... quando la melodia del vento alza le sottane anche alle nuvole più incerte. Chiudimi dentro di te, tra le tue cose, quelle che non puoi scordare e di cui non ne puoi fare proprio a meno... vorrei essere invisibile come l’aria che ti circonda, essere il cielo che ti cammina accanto, vorrei essere la tua esigenza e l'attesa che ti fa stringere le budella… e poi ancora il sogno che ti sta accanto nella notte per giocare con i desideri più remoti, nella fantasia. Vorrei essere le tue dita quando t’accarezzi, il vetro morbido in cui ti specchi ed il rossetto che ti sfiori appena, per non scendere più da quelle labbra... perché quando ti bacio è un po’ come se piovesse per la felicità che sai lasciarmi addosso.


blu

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Passano strani i minuti
e le pallide ore...

Il tempo è un vassoio
che aspetta
sia servito il caffè...

Affidata al vento da MarcoforEver alle 12:24 | commenti (10)
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lunedì, 14 aprile 2008

Notte di pioggia

Questa notte
il cielo piange
una pioggia
lieve e fresca scende

esco sul selciato
pietre bagnate
gocce cadono e in cerchi
formano un  girotondo

la luce del lampione
illumina il viso
di una bimba
immersa nei ricordi
fancciulleschi
dove braccia generose
regalavano calore

la mia mano nella tua
e non avevo più paura
 tu ci sei e
sempre ci sarai

nel cielo questa sera
gocce di te
arrivano a farmi sentire
il bene che mi vuoi ancora
non sarò mai sola

mi manca
la tua voce
il tuo abbraccio
la tua presenza

nella notte te ne sei andata
dove il mistero non ci racconta
ma sei tornata e ti ho sentita
su di me

gocce di pioggia !

(alla mia mamma ad un anno dalla sua scomparsa)

Affidata al vento da Raffaella64 alle 23:41 | commenti (6)
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domenica, 13 aprile 2008

Quante porte da aprire

Prima porta a destra
le pareti come un cielo stellato
la luce delle candele rende morbida l'aria
la tua ombra rivela
il momento dolce che ti ritrova
davanti ai miei occhi senza veli
accedendo il mio desiderio
e la voglia di averti adesso.

Seconda porta a sinistra
le tinte pastello fanno magia
mentre le tue mani dipingono
i sogni di una vita su una tela bianca
ti guardo trasognata,sembra che tu non sia li
il tuo cuore sulla punta di un pennello
dietro a un emozione che prende colore
e mi sento parte di te
mentre guardo te.

Terza porta a destra
il sapore di cioccolato e di crema
fanno la guerra con le tue labbra
e le mie che cercano di rubarne il sapore
perchè domani il mio sogno lo possa ricordare
non come pensiero
ma come il sapore di te
realmente quì,su di me.

Quarta porta,poi una quinta
e ancora quante porte da aprire,
quante