Passeggeri nel vento è lieto di presentare il primo ebook realizzato con la collaborazione di tutti Voi
liberamente scaricabile cliccando sull'immagine.

Ringraziamo tutti gli autori che hanno contribuito alla realizzazione di questa iniziativa.

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domenica, 18 maggio 2008

RINASCITA


 


La primavera bussava al mio cuore d’inverno


reso sordo da nere  sanguignee grida innocenti:


avvertivo tocchi leggeri di foglie verdi fidenti,


ma replicavo con semi di grandine annientatrice:


l’inesorabile falce decapitava spemi di germogli .


Meditai:


“L’inverno è il tempo del mio viaggio.”


La mente  bendava la vista e otturava gli orecchi


e camminavo cieca, sorda, claudicante tra freddi


sepolcri di aborti di emozioni e sogni di cristallo.


 


Tra il marmo grigio un uccellino perse una piuma,


che danzò , oscillò e si posò sulla caparbia benda:


istantanea visione: il cemento grondante gemeva


partorendo con festoso spasimo tra le crepe sudate;


ma le frecce di luce, ferivano i miei occhi  assenti.


Meditai:


“Se non  osservo il cielo, non vedrò più le stelle”


Torrenti di lacrime ardenti, sanarono lo sguardo


e finalmente odorai profumate gocciole colorate


e riscoprii l’azzurro scintillante di un cielo amico.


 


Tra pizzi gialli, macchie rosa , ricami d’azzurro,


mi lasciai andare ad un’infantile prima capriola,


poi ad un’altra e un’altra ancora fino a trovarmi


sdraiata su un morbido verde vivo pagliericcio,


come appena destata da un lungo gelido sonno.


Meditai:


“ Com’è bella la natura, com’è pago il mio cuore!”


Cascate di fiori, nuvole di foglie, arazzi di sole


ammirai incredula e stupita come una bambina,


mentre Zefiro impunito sconvolgeva i miei capelli.


 


Accarezzai il creato e rinacqui.


 


 


 


 


 


 

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sabato, 17 maggio 2008

Incanto

 

E' sempre incanto esserci
fra grappoli nuovi... di profumi
ricerca delle mani...pelle profumo...
in quel calore chiuso
protetto in storie vere
che accendono i silenzi
e tramutano ombre
dove vaga la storia
in cui siamo partecipi
noi
Noi nell'aria
fuoco e vento
Noi pace dopo l'amore
noi digiuno e fame
 
Noi
punta di stella
conficcata nel petto

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venerdì, 16 maggio 2008

***Di (s) Equilibrio sui battiti***

*robertiii

Della barca che affonda
sento allentarsi le braccia
nel senso di ali
in umido sventrarsi
nel tuo mare

 

vento che ascensionale
m'imbriglia
in questi silenzi
in queste assurde parole tronche

qui
ad attendere le ore

 

a ovattarsi lente
mentre per salvare la testa
ho perso di battiti
negli orli di vesti
stracciate in orgasmi

 

mentre di pietra
le mie parole divennero

-ho suturato a morsi
le oculate emozioni-

d'amore e morte siamo fatti
creature in bilico
perenne

 

Jmarx&Morfea

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giovedì, 15 maggio 2008

I giorni del vento

 
Si camminava in quei giorni
come su tappeti di muschio
mano nella mano
ed era soave l'incedere piano
di due anime accanto
 
Si sorrideva tra parole tracciate
guarnite di miele d' ambrosia
così splendide e pure
vestite di neve
o coperte dal colore dei fiori
 
Si attendeva la sera
a rincorrer parole fra sorrisi dipinti
e legati da un filo sottile
ma denso
col profumo di me
ad alleggerire la notte
 
Si ricorda quel tempo, dei giorni di vento
Si accarezza il ricordo
 
Asciugo una lacrima
che non può farlo tornare
 
Nei giorni di vento
Tu principe
Io principessa

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martedì, 13 maggio 2008

Il Vento

Arriverà il Vento, mio amico
 
Tu che danzi sulle ciglia
in una voce che è
unisono...
 
Crei spazi
dove anche il ricordo s'annida
e si culla
forgiandosi delle immagini più belle
di te
di me
 
Arriverà il vento
lo aspetto
e non sarà solo
 
Mi porterà le tracce di  te
perchè io possa cullarle
 

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sabato, 10 maggio 2008

VupPì: Vipera Portentosa

Vergognosamente m'addentro
nell'antro del Poeta,
timidezza mi prende
nell'espormi nuda al grande Fuoco.

Onniscienza mi guarda
con sdegno mi squadra,
Virtute e Canoscenza
disprezzo rivolgono.

M'inchino al sacro suolo
da Poesia percorso:
inginocchiata lo attraverso
cogli occhi rivolti al Suo sguardo.

I Suoi discepoli benevoli
una mano allungano
di fiori e perle adornata.

Pietre preziose mi offrono
ognuna intinta di siero di vipera
ché possa un dì investirmi col suo portento.

Dal calice bevo il velenoso fluido,
strisciando esco
al Sole di maggio.

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martedì, 06 maggio 2008

nuvole e polvere

 

 

 

 

 

"E allora continua a trafiggermi, lama dorata,

tendimi trappole lungo il cammino.

Sentieri di terra arida

vuoi per me...

Avvolgimi di spine

e osserva il sangue che lento scorre.

Senti come canta?

No, perchè non puoi sentire il canto della vita...

Astratto..."

 

 

Vita

...

favola bella e atroce

mi hai circondata

di muri di suoni,

di luce accecante

e mi hai illuso con sogni senza parole.

Forse mi osservi,

ma senza occhi...

forse parli

ma senza voce.

Sempre e soltanto forse...

estenua lotta tra

incanto e disincanto

in echi di albe e tramonti.

 

 

Ps: da troppo tempo sono stata assente,

e ho constatato che il mio silenzio

non è riuscito a spengere il mio vento

un inchino

 

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Vibrazioni di un'anima..

piacere

Madido fiore dischiuso al ricordo
risplende scintillante mentre nuda
mi chino scendendo un attimo
dal sinuoso altare riascoltandoti.

Sono giornate spese a rinsavire
ove un liquido schiumoso mi invade
nuovamente dentro come fosse cemento
che mi incolla alla fantasia di te qui con me.

Se tu sentissi l’essenza infiammabile
che m’alimenta ti vibrerebbe il crudo
fulcro da cui è filtrata la linfa che
trattengo dentro come fosse nutrimento.

Il pensiero esplosivo di te all’interno
della mia carne bramosa mi provoca
un inconfessabile sentimento d’euforia
che mi spoglia e mi manomette acutamente.

Vago tra le colline del mio esile corpo
arrivando al perno di questo mio
organismo concitato dal tuo soffio
leggero che mi cinge in una morsa aitante.

-Sono le mie dita immerse nel blando miele
ed è la tua voce che ne assorbe il piacere-

(parole di Sungirl-immagine di Kurtz58)

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lunedì, 28 aprile 2008

OGGI, LA PRIMAVERA  (haikù)


 


Umili risolini


contagiosi per tutti:


fiori di campo:


 


L'ape ubriaca


di nettare si posa


su un nuovo fiore


..


Brezza leggera


scompone margherite


in bolla bianca.


 


Macchia violetta


tra fili di smeraldo


fa capolino.


 


 


Su corsi d'acqua


Intrecciano messaggi


trine di rami.


 


Scioglie sull'acqua


la danza di colori


il tiepido sol.

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Contemplando la pace....

la_sua_pace
 
Seduta in contemplazione al fiume
annego i pensieri più disingannati
come fossero foglie leggere che il
vento spazza via dopo un’esistenza.
 
Volano davanti agl’occhi miei come
fossero ricordi si staccano dai rami
d’alberi robusti ma ormai secchi
ove inizialmente vi erano frutti folti.
 
Osservo questa metamorfosi interiore
specchiandomi nel fondo di un torrente
ascoltando silenziosamente il fruscio
delle fronde come fosse un battito d’ali.
 
-Vivo nel gorgoglio di questo canale
aspettando una nuova cascata di vita-
 
parole di Sungirl-immagine di kurtz58

sabato, 26 aprile 2008

Perdersi

 Seduta

su una curiosa roccia di sabbia dorata

con solo il mare intorno

e un gabbiano che se ne va lontano

 

mi perdo nell’azzurro.

 

L’anima m’abbandona.

Fugge via in voli d’aquilone inverosimili

sino a toccare il sole

avvolto da un anello arcobaleno.

 

E in un baleno tutto scompare.

 

Io non esisto più

c’è solo il mare

con le  ipnotizzanti onde

da guardare.

 

Spruzzi di meraviglia

svegliano i sensi

a germogliar

pensieri ed emozioni

 

Ed  io

 

che  volo e volo per planare

accanto a quel gabbiano

vicino alla mia mano

 

-fragile  utopia bambina-

 

Sale musica sopraffina

celeste armonia

sulle corde dell’anima

 

Volo, volo ancora

tra ipotetiche note paradisiache

d’Arpe e violini nell’abbraccio intorno.

 

Scompare il giorno

negli attimi di nulla e d’infinito

 

Canta il Silenzio

 

E il sole affonda

fra le struggenti note di quell’onda

che mi riporta qui…

 

seduta

su una curiosa roccia  di sabbia dorata.

 

Affidata al vento da Tristee alle 19:36 | commenti (3)
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Il silenzio

Il silenzio che smorza le parole, denso e pacato, sotto la pelle che si sveglia piano al mattino. Quella calma insolita che lascia attonita la mente, troppo avvezza a rimuginare. Il vuoto di suoni che incanta l'udito e talvolta il cuore, in una sorta di magica e impenetrabile attesa, di cui non si sa il principio né la fine.

Il silenzio dei segreti, quel tempo statico interposto fra un pensiero e il resto del mondo; un pensiero soltanto a noi noto e nel quale ci crogioliamo, compiaciuti dell'esclusivo dono misterioso agli altri.

Il silenzio dei giorni d'estate, quello che ti lascia udire cose mai ascoltate e apprezzare cose mai desiderate. Quella quiete calda ed impaziente in cui sospirano spighe di grano ed ali di cicale grate al sole.

L'attimo magico e infinito nel quale i tuoi occhi sono così vicini da non vedere altro; il silenzio profondo del tuo respiro che conosco ormai a memoria; e in quell'attimo in cui tutto il resto del mondo sparisce io odo solo il nostro delicato silenzio, interrotto soltanto dal battito del cuore.

 

 

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mercoledì, 23 aprile 2008

-T r a m o n t i-

*Karalis flickr's

Si sviscera lo sguardo
-in questo maestoso bruciare di rossi-

 

Ed improvviso corre
fratturando il silenzio
imprimendo sulla fronte
-rivoli d’autunno-

 

S’ammutolisce il tramonto
nella magia del vento
che in squarci di graffi
-trova incastri in foglie arricciate-

 

E mentre il sole
china il capo
nell’ultimo saluto
-colandomi in grappoli di luce sul corpo-

Affidata al vento da Morfea77 alle 08:51 | commenti (1)
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giovedì, 17 aprile 2008

Primavera


Primavera olio su tela 50x70 di fenicesulmare



E' primavera
ti cercano i colori
nel mio giardino


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mercoledì, 16 aprile 2008

Specchio d'acqua

Narciso (Caravaggio)

 

Nulla esiste, nell’universo tela,
in drammatica assenza circostante,
stagliandosi stupore illuminato
d’impossibile amore di se stesso


-variabile cromata non incisa
da correnti fluviali distraenti –


Doppia figura di fante di cuori
con Eco che ripete il suo lamento
sospeso amante che amato sostiene
che specchio d’acqua unisce e divide


- fra luci ed ombre d’umano tormento
nell’anelare ciò che già appartiene.

("Narciso" - Caravaggio - 18/09/07)

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martedì, 15 aprile 2008

Ferita d'acqua che lo sguardo sgorga

Impression: Soleil Levant - Monet

 

Il sole fra la nebbia evanescente
mimetico si affaccia all’orizzonte
salendo lento un cielo che non fulge
da scure ciminiere distraendo,
nell’alba bigia di Le Havre sul mare


E indica d’arancio lacerante
- ferita d’acqua che lo sguardo sgorga –
la sagoma di un piccolo fasciame
vestito pigramente ancor di notte
nel limbo dei confusi suoi colori.


Come ogni giorno al suo primo vagito
niente di definito ancor si staglia
e quello che ci è dato immaginare
è l’impressione di un rapace tratto
che cattura confini da intuire.

Affidata al vento da OliverAngel alle 11:44 | commenti (5)
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lunedì, 14 aprile 2008

solo tu

Foto e Canzoni
 
“Bella, che c’importa del mondo.”
Intonava una canzone,
mentre sdraiati eravamo
in paradiso.
“Verremo perdonati un giorno con un
bacio sulla bocca.” - Così
continuava, ma tu non me
l’hai saputo dare,
ed io con un fiore in bocca
continuo ad essere in una foto
sdraiato su di un prato,
mentre senza posa
sono a guardare il cielo.
Mi chiamasti Amore
ed io mi voltai
riconoscendomi
in quel tuo dire,
ma ora…
ora spiegami in questo silenzio,
a cosa serve un amore
quando oltre a chiamarlo
non lo si sa ascoltare
mentre passano le nuvole nel cielo.
“Stancami e parlami, abbracciami
…” implorai, ma tu forte
nella forma di un cuore di ghiaccio
volgi ora lo sguardo non più
come me nel cielo, ma sul terreno
della vita dove gli umani
sono bloccati dalle ragioni.
Ad oggi io preferisco
ancora le fisarmoniche
di quella canzone che
mi sanno far rabbrividire
anche se su di una foto.
Sento oggi come ieri
il suono dell’erba
e se anche sono triste
guardo il tempo
fermo nell’anima
di chi vive ancora in paradiso.
Poesia di Enrico Carlostella su una canzone di Ivano Fossati

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L'estasi dell'abbandono

Il bacio di Klimt

 

Compenetrazione di due universi
racchiusi in una crisalide aurea
anelito di pura sensualità
ascesi mistica di puro amore.


Nell’abbandono la donna è dedita
all’uomo, sì fortemente proteso,
nella protettiva sua tenerezza
giusto connubio di pelle e sospiri;


nodose le mani, e affusolate
sulla cangiante sua giovane pelle,
sicuro approdo che languido accoglie,
di libera, estatica, fragilità.


Nel riverbero dorato dei corpi
che fulgidi si stagliano allo sfondo
di principi vitali la fusione
scambio infinito di anima e sensi;


pelle di luna  sfiorata da labbra
sguardo distoglie dal prato a colori
punto di arrivo e poi di partenza
nella pienezza intensa e interiore


di sensazioni d’amore e di morte
e di salvezza e di perdizione
e poi d’innocenza e di voluttà
forze allo specchio che unione alimenta.


Separano, geometrici, i simboli:
di spigoli, maschili, e di angoli,
morbide curve e cerchi, la donna,
che uniti , l’aura avvolgente trascende.


Questo non tempo fissato dal gesto
nell’impalpabile etereo erotismo
come a Bisanzio tra i suoi preziosismi
già pare estraniarsi nell’assoluto.

(Il bacio di Klimt - 30/05/07)


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domenica, 13 aprile 2008

Esicasmi della notte

*honeycri flickr's

Oh,amata notte
grembo che raccoglie
noi figli di nessuno.

 

Posa la tua mano
su di noi
e lenta
coprici di quel manto
che di stelle si colma.

 

In esicasmi di mancate preghiere
fra nuvole che colano
lacrime e dolore.

 

Dimoriamo a metà
fra due mondi e verità
osservatori inermi
del frantumarsi
di reali libertà.

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sabato, 12 aprile 2008

Lingue di fuoco, e sangue

L

Lingue di fuoco nel cielo di sangue
di tutti i miei tramonti in fondo al viale
per condivisa ferita di Vita
nell’urlo che si accorda alla Natura.

Lo spirito, nel corpo invertebrato,
dell’Uomo che ai tormenti cerca fuga,
si espande dall’allucinato sguardo
solitudine vera percependo.

Tendono sguardi, diagonali e curve,
focalizzandosi d’inquieta angoscia
sul grido silenzioso illuminato
che umana comprensione già riveste

individuando empatico dolore.
Angoscia esplode, psichica energia,
pulsante, liberando la zavorra
ma sordo è il grido e non spezza catene.

È nello spasmo che l’ovale emette,
vero centro di trama percepita,
che movenze in sonore onde crea
dell’uomo il corpo, orizzonti e cielo.

Dritta soltanto la strada sul ponte
per un cammino che non puoi ignorare
senza aiuto, d’amici indifferenti,
falsi rapporti d’umano costume.

Sonoro che sconvolge il paesaggio
ma non la consigliera amica via,
testimone di gelida amicizia
che si eclissa, ignorando il tormento.

Giace alla gogna, recluso, il dolore
condannato nel silenzioso grido
a non uscire dall’aperto spasmo,
incancrenendo in disperata angoscia.

 

( L'urlo di Munch - 04/07/07)

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venerdì, 11 aprile 2008

Nella notte di Vincent

Notte stellata - Van Gogh

 

Dalla stessa finestra di tela
ritrovo il cielo di fine Maggio
che alla luna scioglie la sua chioma
in spirali a specchiare galassie;

d’aloni di stelle maculato,
come scintille di fiamma scura
del cipresso d’umano destino,
questa volta d’incanto rapito

trapunta di sogni sopra il borgo
che riflette il disegno infinito.

Affidata al vento da OliverAngel alle 10:59 | commenti (4)
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giovedì, 10 aprile 2008

Piccole Gocce

Piccole gocce di rugiada
figlie di fate addormentate
regine indiscusse di mondi diversi
precipitate verso i sogni
di uomini e donne
che affidano ai loro futuri sonni
impossibili emozioni da vivere.

La luce dell'alba inizia a filtrare tra gli alberi
leggere falci di luce tagliano l'oscurità
risvegliando quella parte di mondo
che fino a pochi attimi fa
aveva sapientemente dormito,riposato e sognato
lasciando alle creature della notte
il compito del continuare il racconto della vita.

Piccole gocce di rugiada gelide e ferme
regni indiscussi di mondi diversi
si scaldano ridestando eserciti e spose
fino a sciogliersi lentamente
e precipitare verso il gran salto
che le fonderà sotto un unico cielo.

La foresta riprende i suoi colori
pian piano che il sole si alza
il verde inizia a primeggiare
i fiori del sottobosco aprono le corolle
stendendo i petali verso la luce
restituendo sfumature di colori
e invadendo l'aria di profumi unici
figli del risveglio incantato
di un mondo che rinasce.

Piccole gocce di rugiada
sorelle di lacrime raccolte dal vento
lasciate cadere sulla sabbia che tutto nasconde
fino ad arrivare lentamente ai segreti del cuore
mentre la luna accende la sua luce
baciando l'ultimo pezzo di sole.

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Addormentandomi

*presa in rete

A passi svelti
l’amore si scioglie
-e si fa pozzanghera che macchia-

 

Brucio lenta
ad occhi spalancati
-la cartapesta che ti modella-

 

Sei carne che si confonde

nel segreto stanco dei passi
-che nella saliva di parole al vento,agonizza-

 

Sei tremante acqua
che sui polsi scivola
-illudendo il cuore di spazi-

 

Ciglie abortite nel buio
ad aggrappare briciole
che si legano di rabbia
-alla lingua che si fa dimora-

 

Mentre la prudenza
si lascia appendere
-nell’addormentarti in me-

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martedì, 08 aprile 2008

Cantico di guerra

un immagine di guerra evoca ricordi e visioni

e...

...da una visione di Kurtz nasce un cantico...

un cantico di guerra!

Corrado e Kurtz