Passeggeri nel vento è lieto di presentare il primo ebook realizzato con la collaborazione di tutti Voi
liberamente scaricabile cliccando sull'immagine.

Ringraziamo tutti gli autori che hanno contribuito alla realizzazione di questa iniziativa.

- commenti (32)

lunedì, 12 maggio 2008

Mister Carciofo

(Filastrocca)

In un bel giorno di primavera
mister carciofo tutto impettito
nella  sua veste austera
rimirava oltremodo indispettito
una nuvola muoversi allegra
su un taglio d'azzurro appena diluito
 
Poco distanti
soavi distillavano i fiori
i loro aromi  fluttuanti
e in soffi canori
si cerchiava l'aria,di leggiadri incanti
quasi a sparger nel cielo,tenui bagliori.
 
E mister carciofo
triste e sconsolato
tra se e se, diceva: sono arcistufo
di non essere amato
 
Oh se potessi
di certo mi trasformerei
..con tutti i miei annessi
in nuvola e poi mi fermerei...
 
E il vento mi soffierebbe
oltre l'orizzonte
e il sole mi scalderebbe 
baciandomi sulla fronte.
 
Magari se fossi una tenera corolla
qualcuno mi raccoglierebbe
o forse una farfalla
leggera mi sfiorerebbe...
 
Oh se potessi... oh se fossi
e in siffatta guisa
continuava a lamentarsi
della sua sorte invisa...
 
Allora il buon Dio stanco
di quella lagna
si sedette al suo fianco
e additando maestosa la montagna
 
Cosi gli rispose
vedi come sta in silenzio quella roccia
immersa dentro la sua base
li, nessuno di certo la scoccia.
 
Di che ti lamenti
tu sei quel che sei
senza punti argomenti
e bello con tutti i tuoi aculei.
 
Dentro al tuo cuore
nudo e un poco amaro
forte è l'amore viola il colore
quindi dichiaro...
 
Che ognuno è quel che è
e per tale deve essere amato
non esiste un perchè
ovvio, da esser rinnegato.
 
Tu sei buono da mangiare
il fiore serve per profumare
la nuvola per  l'indaco sfrangiare
ognuno è quel che è
non chiederti perchè.
****
Carolina Parrilla

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giovedì, 08 maggio 2008

piaceri in acrostico

 

                    P ercepisci le mie vibrazioni

                               I nondata di umori fremo

                                     A  nsimando e gemendo

                                          C reatura lussuriosa

                                                E levi le mie perversioni

                                                     R icercando costantemente

                                                            I mpudiche carezze .

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venerdì, 02 maggio 2008

marionette

corpi come marionette nelle mani di quel fuoco

e sento l'attimo in cui le corde vengono tirate di colpo

all'unisono di un sospiro

 

[e sono rifiati a crogiolarsi

 

nel ventre d'eternità

 

che di miele mi sciolgo

 

mentre le nuvole si rabbuiano]

 

e sui tetti degli occhi

 

immergo sostanze articiali

 

a dormire le note

 

di selciati al tramonto.

 

JmArX&Morfea77

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giovedì, 01 maggio 2008

Giano Bifronte



Giano Bifronte

Ma santa donna questo figlio è strano
è un voltafaccia questo vostro Giano
dovrebbe visitarlo un buon dottore
pria che lo possa fare ambasciatore

Quand'egli parla con la panza pingue
si sentono echeggiar parecchie lingue
per non parlar di quando poi ti fissa
c'è da veder che si finisca in rissa

Pensavo di sfruttare il suo talento
senza dover fissare il paravento
potremmo indirizzarlo alla torretta
così che faccia il capo di vedetta

Così è deciso e si l'udienza è tolta
e non si stia a parlarne un'altra volta
Stia Giano a ricoprir le prime ore
del turno che si scopra osservatore.

E' fatta santa pace, oggi sia doma
che se continuo rischio d'annà in coma
sia festa in loco e la finiamo in fretta
che adesso mi si scuoce la salsetta.

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giovedì, 24 aprile 2008

Odino



Tra ghiacci azzurri e meridian di vetro
portavo la mia barba lunga un metro
con i gemelli orlati sul polsino
sotto l'elmetto stava il grande Odino

Regnavo tra distese di cristallo
venazzurrati non di sporco giallo
mangiavo pesce e carne surgelati
mai assaporato dolci o affumicati

Due figli Thor con il martello in testa
e c'era Loki fisso alla finestra
uno la forza dignita di un padre
quell'altro invece era tutto sua madre...

--//--


Che hai da dì ? di loki quello è mi fijo
e bedda matri lui, l'ho partorito io
va a gioca' cor martello er deficente
che questo fijo è 'r mejo intelligente

Nel mar del nord ci manca una gran cosa
Loki sta a inventa' mentre si riposa
la voi sapère la gioia della vita
aspetta che s'inventi la granita

E poi vedrai col carrettino appresso
se non fa i' sghei altro che quell'altro fesso
e già che ci siamo al mio lokkettino
gli fo inventa' pur'anco lo scontrino.

--//--

Capite adesso, poveri mortali
quali che furono certi nostri mali
dal tempo che bacio' la nostra fronte
a quello che ci vide lampi a monte

Vediamo cio' che posso per benino
fare per Voi son sempre il vostro Odino

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Nausica

 

Poscia non rimembro nè il giorno e il luogo
in cui innanzi m'apparve quel profugo
e era nudo nel folto degli arbusti
a celarsi  sott'i rami robusti

E avea sul viso l'espressione fiera
con nell'occhi supplice una preghiera
io stavo li sul fiume coll'ancelle
che correan alzandosi le gonnelle
 
Oh tu che fai costi ,anima errante
diss'io a lui guatandolo fisso in fronte
Orsù immanente e per qual sorte oscura
Stai qui lacero e tremante di paura?

Lo buon diavolo a me cosi rispose
mentr'io occhiavo le membra  poderose
Ulisse è il nome mio di Laerte figlio
detto anche l'astuto dal gran cipiglio

Noi tutte lo mirammo a bocca aperta
 nell'or che il vento si fea voce  incerta
Cosi nel sogghignar le mie compagne
sembianze liete tenean quell'indegne

Quand'io vermiglia come un peperone
lo invitai meco a fare colazione
ma  si convien che dopo aver mangiato
il mio corpo al suo si trovò avvinghiato

E più d'amor allor assai godemmo
che ancora piu stretti io e lui ci mettemmo
s'era frattanto l'aere fatta calda
io e lui stavam  tra siepi di lavanda....

Alfin mi presentai con un sussurro
Nausica sono vestita d'azzurro
Quantunque tu  vuoi di già vista e presa
e qui sull'erba sto sempre distesa.

*

Carolina Parrilla

 

 

 

 

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mercoledì, 23 aprile 2008

Cascata

 

Son boccioli
    d'emozioni
     a fiorire dentro al petto
      in perenne mutamento
      col passar delle stagioni
Amore                                          Dolor
alba                                                 notte
      primavera                                 inverno
                        
                     
   per poi disperdersi
in un lungo silenzio
(Morte)
annientamento
ultimo confine                                                      e a seguir 
                                                                                       ( vita)
       ali di farfalle
       a colorare
      il cielo
 
 
 
 ove tutto risplende
 e ogni cosa sovente
 s'unisce e si separa
in moto incessante
    per rincontrarsi 
 -   lassù-
     ove non esiste tempo
      ove non esiste spazio
  
attraverso l'orizzonte         
 (aroma d'eternità)
 
                         
 E li sulla soglia dell'oltre
 anche il vento per un lungo istante
 cessa di far rumore
                                                
 
a farsi fumo
(d'un giorno )
  -indecifrato alfine...
*
Carolina Parrilla

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Era

 


Poi dicono: i tempi son cambiati!
Non vedi come son disordinati?
Buttano le lor cose a destra e a manca
e che se ne fregano se una è stanca!

Lustro la casa  e la tengo pulita
tiro carro con i buoi anche in salita
ma questa volta me la paga cara
steso lungo lo voglio nella bara.

Sopra la camicia c'era il rossetto
chi sa quale maiala si  porta a letto!
Crede forse che io stia  quì a lesinare
crede che ha la schiava sua a governare?

Appena rincasa, su di me giuro
devo proprio vederlo se l' è duro
perchè se non è giusto, e me lo aspetto
vuol dir che non ha avuto alcun rispetto!.

Ora mi accingo a preparar la cena
che non dica che poi io faccio la scena
e metto scuse e gelosie d'amanti
per fregarmene di lui e tutti quanti.

.:.

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Demetra


Dall'Olimpo son tornata in costiera
a render testamento son venuta
per questa terra di cui andavo fiera
che troppo tempo son restata muta

Suolo beato ora offeso e calpestato
rocce di calcio e colorati agrumi
passeggiate de li Dei era nomato
'che al cielo n' arrivavano i profumi

ora il fetore di immondizia sale
copre ogni zolla lo rifiuto umano
lo peggio sterco dell'uomo animale!
Io generosa  vi diedi il cereale

e vi introdussi l'arte dell'arare
al di sopra sì elevai uomo bestiale
perchè del lavor suo potèa campare

ma dal fetor che arriva da tali are
io fui destata e ora vedo il macello
  che non si sa più dove sistemare

-Così ora state freschi col pisello-

avevate la manna da mangiare

ora che tutto avete sperperato
l'Olimpo si ritiene esautorato!

.::.

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Are(a) Circe

Vidi da lungi la nave approdare
presi la lira e mi misi a cantare
con voce fine dovevo ammaliare


-Uomini, bestie di guerra per mare!-


Pensieri erotici gli feci fare
nel palazzo mio poi li feci entrare
imbanditi deschi feci trovare

-Fiori e profumi poi feci filtrare-


 bevanda ambrosia a poterli inebriare
Ancor puzzolenti sporchi di mare
sbragati li dentro a gozzovigliare


-Ma che villani! a voi non vi pare?
Porci erano e 'sì li feci diventare!-

.:.

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martedì, 22 aprile 2008

Fetonte



Fetonte fu il mio nome ero un fuggiasco
il carro di mio padre ed il suo fiasco
volli provare in una notte fonda
quando zeus lanciava strali co la fionda

E fu così che primo al mondo chino
me fecero gonfià anche er palloncino
ma visto ch ero fijo der principale
ripresi la mia stada regolare

Poi giù  cadetti che ancor la sorte ria
me dette da incontrà l' artiglieria
come fini non lo ricordo tosto
che l' eridano fosse fium di mosto ?

Adesso so guidà  c' ho la patente
e piu  non sono un fijo impenitente
se c è da fà son pronto alla disfida
ma a fatigà so peggio de re mida.

Vi posso porta in giro per er cielo
degli astri rivelarvi storia e velo
possiamo reinventare un mercatino
per vendere lassù cicchetti e vino.

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Penelope

 Mai il ciel a lacrimar prese cotanto
per l' infausta mia sorte che or io  canto
l'eterna attesa in cui di sogni vissi
 guardando il sol ombrarsi nell'eclissi

Come pelle ahimè ormai priva d'essenza
 in gozzoviglie colmai la tua assenza
cosi tra mille braccia  io m'abbandonai
e di scarlatta  passione m'ammantai

Da quando andasti or anni  son passati
e ormai sciolto sugli  occhi già infossati
s'è il passo della speme a scinder l'ora
ma nella memoria tua vivo ancora

Anche se sola e or avvinta di gaiezza
mai crollerà dentro me la certezza
forse ognor solo ingannevole desio
del tuo tornar a dar quiete al  cuore mio

Poscia pensandoti o mio amato sposo
 sfaccio la tela senza alcun riposo
  chiusa qui dentro a questa cella muta
a rimembrar la mortal noia perduta.

Carolina Parrilla

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Mercurio

Mi chiamano Mercurio piè veloce
le orbite inanello senza prece
talvolta son latore di messaggi
quando fratello sole lancia i raggi

Da sempre schizzo lesto per i cieli
mantelli sulle spalle niente veli
eccomi qui presente alla bisogna
chiedete pur che fo' senza vergogna

Che c'è da fare orsù ditemi tosto
pigiare l'uva e ricavarne mosto ?
Oppure vo a portare ulivi e piume
o a togliere per strade il sudiciume?

Faccio zig zag tunnel e corse leste
provate ad impiegarmi per le feste
nel calcio specie quando sono rotti
Maldini, Ronaldinhio e pure Totti

 

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lunedì, 21 aprile 2008

Poseidone



Al tempo Poseidone Dio del mare
appaio in forma viva si può dire
cosparso d'acqua pieno d'alghe in viso
figlio d'averno nego il paradiso

Narrarvi ora mi appello alla favella
ch'io possa intanto dominare quella
che il tempo e il mare mi hanno tolto il trono
e in cambio non mi han dato nessun dono

Or qui si narra e ve lo debbo dire
dei dì già andati e che dovran venire
siffatta sia la strada ed il percorso
onde nessun si perda a mulo dorso

Ma segua l'acqua ed il racconto ignaro
del posto che d'arrivo attende il varo
come sia speme, e spero non il fumo
che volga il di al declamar d'ognuno

 

Parte un'iniziativa volta al divertimento, ossia divertirci con endecasillabi rimati  appropriandoci di personaggi storici ,mitologici o inventati, il tutto in chiave satirica, quando avremo tanti personaggi vedremo di fare un ebook che sia un percorso sulla falsariga molto falsariga, dell'odissea o della divina commedia,  Poseidone al caso farà l'anfitrione :)

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APRILE

Accarezzi acquerelli adamantini,
annaffiando
animi
armonicamente arruffati.
Accurato
artista,
associ attentamente
avvenimenti ad assonnati attimi...
Adorni, abbeverando
acque attinte all'aurora,
adagiandovi accuratamente
aleatori amori.
Argentino auspicio,
alberghi,
avviluppando azzurre attese...

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domenica, 20 aprile 2008

Dove?

Epona
Dove mi conduce la vita?

Dove mi porta l’emozione?

Dove mi porta il pensiero?

Dove mi porta il cuore?

Dove mi porta l’anima?

Il pensiero saetta

come lampo repentino

L’emozione cresce, ansima

esplode come fuoco d’artificio.

Il cuore, i battiti accellera.

L’anima, un sogno accarezza.

Ma la Vita poi, mai ti arride?


…E nella carrozza dei quattro

magnifici cavalli bianchi che corre

verso l’orizzonte del sogno è custodito

lo scrigno dei pensieri

ed emozioni fanno battere e

impazzire il cuore.

L’anima ed il cuore per respirare

hanno bisogno di vita e non del silenzio

senza parole dell’arido deserto.

Il germoglio di un fiore bagnato

dalla lacrima di rugiada

crea la pergamena scritta

con l’inchiostro del cuore

ed i magnifici quattro

cavalli bianchi

potranno così fermarsi

e dissetarsi alla fonte della Vita.


Dora Forino e Baronerosso1



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(Acorostico)

                           lasmi
      R                                
isvegli
                                        
n
          M                               
agici
A                                     
bbinamenti
                                  
olutamente
E                     
 mozionanti
          R                                     
iapparsi in
                           
  rmonia

         

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sabato, 19 aprile 2008

disarmonia

 

è suono disarmonico
 il mio verso
 goffo
 si dimena
di vin co lan do si
solfeggia
[[[[ prigioniero ]]]]
 pentagrammi
senza chiave


_____filo___

illogico
intendente intenditore
cantore cantonato
strascico strategica
in artefizio artigianale
poi diafana decreto
elucubrazione eludo
insonorizzo


 ((((((( eco )))))))


]]]  libera   [[[
dall'angoscioso pianto
il vero mio canto

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mercoledì, 16 aprile 2008

goccia

 

 

è

angosciante
ora che tutto tace 

il suo pianto
malinconico torna
ancora

goccia

ancora una volta
batte le dita
su vuota condotta
oSseSsionante
continua 

 corsa
lenta

goccia

lenta
si duplica
ripete il percorso
cade

come palpito
assordante

strumento
ad una nota sola
 
goccia


 sola
 conto


spro

po

 si

 ta

ta

men

te

 
sillabe di vita

 
assorta

nei pensieri
attenta

vado 
goccia

 
 vado
ripetendo
silenziosa
il solfeggio continuo
di quell’eterna rima
che stilla senza posa

 

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sabato, 12 aprile 2008

"amica che appaghi l'anima mia"

Albeggia Amistà frA
Miriadi d’attiMi coM’
Infuocati gIorni di noI
Cinguettano uCcelli C’
Arricchiscono lenti cAlda vitA

Cancelliamo piCcole chimere e C’
Ho solcHi d’anima silenti shhH
E come vEnto nelle treccE

Affondi sApore di lealtA’
Prezioso oPale al top
Primula di un semPreverde prato poP
Aulico diAdema in favellA
Giogo aGile di bloG
Honoris causa cHe sorride ah ah aH
Infinitamente nei palpItanti cuorI

Lentamente levando aLba in cieL
Amicizia nAta sincerA
Non sveNdo l’anima coN
Illusioni pIrati di momentI
Ma sono attiMi che M’
Avvolgono di sensAzioni di dolcezzA

Magia aMica coM’
Infiorata di visIoni lievI
Abbracciati da segmenti di sole bAciati dalla lunA



dedicata alle persone amiche... e a chi l'ha dedicata a me... a Guido Passini

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venerdì, 11 aprile 2008

Stelo D'autunno

E’ il profumo del giallo
che ti ha avvicinato alla mia buccia
nascosto in sfumature verdi
hai intravisto il riflesso

in discese erotiche
un morso
è bastato
per trovare aspro
il mio sangue

lasciandomi appeso
mi lagno di ricordi a fette
ad insaporire vodka lemon

 

nel trangugiare
ho sentito fiamme
disperdersi
fra l'esofago e il cuore
innaffiando
la mia vita
di potere alchemico

-sfiati
e rifiati
fra le fragili fosse
del mio respiro in panne-

 

ho confuso radici in fiori
senza petali
guardo l'assottigliarsi
dello stelo d'Autunno

  

Jmarx&Morfea

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mercoledì, 09 aprile 2008

Nella secca d'autunno

*strawriter34 deviantart

Flagellate le costole

Con lama affilata

A squarciarmi il volto amato

 

Sembra vicino il traguardo

E prossima la meta

In distorsioni ingannevoli

 

Solitarie le stelle

Caduche le foglie

Che giacciono inermi

Sul mio letto scomposto

A raccontarmi le stagioni che passano

 

Mentre le tue carezze
s’incuneano al ventre
ho lapidi d’amore
a cui donare queste foglie
_a seccarsi nel sole
”mentre fuori piove”.

Trema la pelle
che si fa fragile
come ebano
da ghermire con
le tue lame

Ho le ore che conto
a scioglilingua
sul tuo ricordo
e le mie mani strappano
le gramigne d’amore
che lascio seccarmi in gola

 

Ligeia&Morfea

 

“verso di una canzone degli africa unite”

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martedì, 08 aprile 2008

computer Poeta spermenazione

 

 

|///|->-> < «input» pensierio in immissione

<-<-|///|«output» incertezze in emissione

c o d i f i c a - d a t i

stampante-monitor-
accesi
«hardware»verifica disco:C

nero toner versato

«software» salvo flessibili programmi


s-c-a-n-n-e-r-i-Z-z-a-z-i-ONE


:/print.

:/print.

:/Print.

:/Print

[[ /off corse]]

 

non esiste

riprovare prego 

s c ON o s c i u t o

senza anima aggiunta

non sarà mai poeta

 

OFFcoUrse.

offCORs--------->><> chi sa se   ---<>

<--------------------recupero file ---- [invio]

' Mi troverai in un' altra vita, se non sarà in questa ' {}PRINT {}

oFFCORSE

oFFcorse

(((Off.)))

dischetti letti sul monitor
mouse scivolato su carta pergamena
scandagliata dalla light pen
,

file salvato « processing» in memoria

«onput »
in monitor
processo stampa attivato.
il file exe.poesia.computer
in quarta dimensione

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Permalink | categoria:giochi poetici, tema della settimana

La Notte Silenziosa

*obsolete_angel deviantart

La notte silenziosa
merita un suo amante
che sappia rotolare
nella polvere dei suoi ricordi
 
I pentimenti logorano l'anima
come la distanza di un abisso senza fine
neri come il peccato
subdoli come un tranello
 
Credere in un desiderio
è come nasconderlo al suo logorio
il gusto ineguagliabile dell'essere diversi
 
Una sfida lanciata al destino
un fantasma che si aggira tra stanze sconosciute
con il numero delle proprie scelte

 

Tenendole strette fra ossute dita
a raschiare la pelle
che nel palmo si lacera

 

Alla ricerca di un sole
che s’adombra
alle falde del giorno

 

Ungendo di nulla il silenzio
che di porpora mi sveste
nell’arrampicarsi solenne
alle labbra stanche

 

E nel guardarmi volare
fra le dune aspre del domani
ho solo un desiderio
incespicare e amare

 

Theflymacphisto&Morfea77

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Permalink | categoria:amore, emozioni, giochi poetici

domenica, 06 aprile 2008

F r a m e O f W i n e

*lunaz flickr's

-E vorrei calici-
ove versare novelli vini
distillati d'armonia
da sentire in gocce
sulla lingua
e chiudendo gli occhi
farsi ventre e pace.
Ferma,
all'ombra di me stessa,
non parole,
non sguardi.
Solo silenzi di emozioni vissute,
catene che legano
il cuore a se stesso,

lasciandosi andare a strappi e ricordi.