Passeggeri nel vento è lieto di presentare il primo ebook realizzato con la collaborazione di tutti Voi
liberamente scaricabile cliccando sull'immagine.

Ringraziamo tutti gli autori che hanno contribuito alla realizzazione di questa iniziativa.

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mercoledì, 21 maggio 2008

INTANNI

 

Stà staggione, longa, longa

cu tanti coluri a ‘ncapu,

pare ca no spiccia mai,

speriamu, ca vàe a ‘nnanzi cusì.

 Mumenti,

chini ti na luce ti oru, ma, puru ti scuru.

Imu piertu tò strate,

Daniele e davide, speriamo,

addhrù e ttantu.

Sii la luce, a ll’ore ti scuru,

sempre ti coste,

sia ti fiaccu, ca ti bbonu,

sempre ti  paru, nu jaggiu ti int’anni.

A ffiate, li pieti scìanu a nna parte,

li facci a ‘nnaddhrà,

……cc’è mumenti.

Intra stì inti anni,

no sempre n’imu capiti e sumppurtati,

ma n’imu amati.

Anni tirati,

 tra ‘nfanni e prèciu, ggilusia e amore.

Na cosa ete certa,

senza amore, no ssi vàe a ‘nnanzi,

senza focu, la pagghia no dduma,

senza ti te, jo no ‘nc’èra.

 

 

VENTI ANNI

 

Questa lunga primavera,

con mille colori in testa,

sembra non finire mai.

Tutto questo splendore,

conserva anche momenti,

arrabbiati d’amore.

Abbiamo aperto due sentieri,

Daniele e Davide,

speriamo che siano lunghi e felici più di noi.

Sempre, miei occhi di luce,

non mi hai mai abbandonato,

durante,

questi brevi venti anni di viaggio.

Anche se a volte,

i passi andavano in una direzione,

i volti nell’altra.

In venti anni,

le distanze si sono avvicinate,

forse anche sopportate,

ma tanto amate.

Anni passati,

tra affanni e gioie, gelosie e amori.

Certo, senza amore tutto non dura,

senza fuoco, nemmeno la legna arde,

senza di te , io non ci sarei.

 

 

Dedicata a mia moglie, per i nostri primi venti anni.

Affidata al vento da localo alle 13:52 | commenti (4)
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Proiettandomi nel futuro vitale...

 

 
Ed è uno squillo di vita,
quello splendido fiore
seminato in un prato
tra impenetrabile grano.
 
Il sorriso germogliava sempre
anche nel folto inverno
tra nebbia fitta e gelo
come un sole primaverile.


Una piccola goccia d’acqua
scivola sulle foglie gialle
toccando le spine del tempo
tornando a colorare la vita.
 
Adagiato su un letto quasi
invernale il bocciolo si
strinse cauto al nuovo
giorno,aprendosi sul cielo.
 
Dischiudendosi all’attesa
di un viaggio attuale
il suo colore divenne
d’un rosso mai più vivo.
 
Caddero tutti i petali
rimase un giovane seme
che fortemente cercò di
confidare nell’esistenza.


-Inserendosi smosse la terra
sbucando poi in fusto sano-

Affidata al vento da Sungirl alle 12:27 | commenti (3)
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martedì, 20 maggio 2008

-D'Ossidiane Incertezze-

*presa in rete

D’ossidiana incertezze
sto scavando crateri
di mancate carezze

 

Ho palpiti sconvolti
che a capo chino
annodo alla gola

 

Incontrando pensieri
che trastullano
annegando paure amorfe

 

Il tuo sorriso
si fonde in tagli
su braccia tremanti

 

Vorrei non replicare
con gocce slavate

ma dorare inverso

 

Ho smarrito il tempo
e con esso l’estate
del tuo amarmi

 

Un filo nella notte
a circondarmi
di sperma di luna

Affidata al vento da Morfea77 alle 05:51 | commenti (3)
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lunedì, 19 maggio 2008

.oratarda.

.E m'implode il pensiero.

.navigando questo silenzio.

.con l'alchimia dell'alba.

.che si fa pietra focaia.

.da sfregare nella solitudine.

.del tuo nome svanito.

mrs.HOLE

Affidata al vento da theblackholesun alle 23:11 | commenti (2)
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domenica, 18 maggio 2008

Mattini...

 
LE PICCOLE COSE
 
 
Le piccole cose
sono i tuoi fiori al davanzale
che con il passar dei giorni
s’affacciano dalla terra
spiegandoti il come
si nasce nonostante tutto.
E’ il mattino che da luce
anche se in minima parte
al tuo giorno, nato per esser vissuto
nel suo intero.
Sono i profumi provenienti
dal passato ma che tu ti ostini
a cercare nel presente.
Le piccole cose sono le righe di un libro
letto, mentre il mondo di fretta
va per i fatti suoi.
E’ il portarti le coperte sulle spalle
quando di notte sei nell’inverno della vita
cercando solo una carezza.
Le piccole cose sono il ritrovarti
sulla riva del mare e scoprirti piccola
al cospetto di tanto immenso.
E’ il caffè sorseggiato
con le mani cave
mentre con gli occhi
guardi fuori le finestre il tempo.
Le piccole cose per me
sono i tuoi baci che conservo
mentre scrivo seduto
ai piedi dei tuoi sogni
quando dormi.
Enrico Carlostella

Affidata al vento da provaacapire alle 09:25 | commenti (4)
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sabato, 17 maggio 2008

Pensieri erranti su equilibrio di spine

 

 

Pensieri erranti esplodono nel cielo come fuochi d'artifici, sono scie vagabonde che fuggono al volere, padrone del manto nero colorano di vita i punti neri fra le stelle.
Tu! Big bang del mio cuore lasci che i raggi di questo sentimento tinteggiano spiagge di deserti con orme latenti, impaurite dal vento che s’alza e ingoia ogni traccia di cammino, passi di solitudine scavano granelli di polvere legando filamenti irriverenti con fili di
ragnatele.

Rosicchio il tempo come una groviera di alta stagionatura e sciolgo brandelli di pensiero in olio bollente, ma spenta la fiamma tu ti condensi nella tua forma e ritorni a ossessionare i miei giorni che come vino d’annata non buona scivoli via dai fari d’anima in gocce d’aceto salato, che lascio cadere sulla terra battuta sperando che il sole non evapori stille d’anima prima che ritrovi la retta via.

Taglio cipolle e giustifico l’umidità del viso che sale senza riuscire ad arrestarsi, china sulla tua immagine scattata nei ricordi sfioro il battito del cuore e lo porto dentro me come respiro di vita, il cadenzare del movimento culla l’inquietitudine che mi gira intorno come un vecchio gioco, attorciglio le ore alle ciocche dei capelli e le incateno nelle dita che vorrebbero fermare il tempo e ritornare indietro nel viaggio, ma è un’esistenza di sola andata quella in cui è confinato l’uomo, così mi affaccio al finestrino del terzo vagone e guardo l’orizzonte troppo lontano per sfiorarlo.

È saliva arsa dalla solitudine che sguscia via da una bocca assetata di bene per celarsi dietro fessure di luce oscurate da corde di chitarre stirate senza melodia.

Nei campi di papaveri annuso l’oppio per vestirmi di leggerezza e mi scopro assuefatta al tuo odore, fra le mani ancora il sapore della tua pelle che mi donasti senza chiedere visto, sulle gambe si insinua una coccinella è in cerca del miele, ma si agita per nulla, il fiume dove scorreva bevanda mistica è stato prosciugato, ora solo magre d’inverno si muovono senza onde.

Fra i canneti vado alla ricerca di frescura, le stagioni si sono smarrite ed è pioggia a perdere quella che dal cielo trabocca e che la terra travasa in minerali poveri di Sali, è fumo di nebbia che avvolge la pianura e scopre le cime dei monti, sono solo carne che respira a intervalli per non perdere il ritmo, che guarda lontano perché i confini si sono ristretti in un recinto di presente che chiude la cerniera lasciando il mondo fuori ad agonizzare nel fruscio dei silenzi.

Sono una spiga senza chicchi di grano bruciati dalla calura di luglio nello spazio vuoto della vita, e sospiro pietà al Dio Sole e canto alla luna la dolcezza del cuore, sussurrandole parole che volano come foglie d’autunno nel cielo libero incidendo promesse scarlatte celate dalla notte nera.

Mi vesto della mia madre terra, sgrano fra sangue e sudore le speranze che perdono fragilità nel sentiero lungo che porterà alla fine dei tempi al Padre, e verranno scucite parole in scuse non vere e verranno disegnate stigmate di dolore su carne peccatrice, tu Padre netterai ogni macchia e a te consegnerò lo spirito dell’essenza.

C’è chi sogna condoni, chi sogna amnistie, chi sogna indulti… io vivo nel sogno che mi regalasti… che gli umani chiamano vita… che io chiamo miracolo… e mi fermo a scrutare le smagliature dei pensieri che ricoprono come sottane questa carne che inciampa nel ricordo acerbo degli anni verdi.

E se il destino ha il tuo nome aspetterò le albe e i tramonti, nell’attesa come Penelope intesserò spazi di nulla con arcobaleni di luci e lascerò il cuore battere al ritmo delle voglie aromatizzando gli attimi nel sapore dell’amore.

Si chiude il sipario dei pensieri erranti e a voi lascio un pensiero reale che squarcia l’anima, fissate un punto lontano e adesso serrate gli occhi, rimanete così fin quando l’esercito di formiche attraversa il ponte su un piccolo ruscello, riaprite … ecco è il nulla che vi accarezza, così come il niente mi sorride.

Affidata al vento da rocrisa alle 21:44 | commenti (5)
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LA STANZA DELLE RONDINI

Un vetro rotto.

La finestra antica che da sempre
guarda lo sgranare dei giorni .

La casa, bella ed elegante,
dal gusto un po’ retrò
vive la sua solitudine.

Da anni è abbandonata.

Vive dei suoi e dei miei ricordi.

Forse quando cala la sera
la nostalgia l’abbraccia
cullandola fino all’alba.

 Sull’elegante balcone
non ci sono più le rose
curate con devozione dalla nonna.

 E’ come se gli stessi muri avessero freddo.

 Ogni cosa ha un’anima.
La casa non vuol morire.

 Un pezzo della porta finestra
si è rotto,: un pezzo di vetro
poca cosa.

 Questo spazio aperto ha ridonato vita.

L’antica sala ora è abitata dalle rondini.
Tanti nidi alle pareti.

 Commovente realtà di una vita
che vuole continuare.

Il loro garrire ridona suono
al troppo silenzio.

 Da anni tornano le rondini

 E’ come un messaggio:
è tanto tempo che te ne sei andata
ma devi ritornare.
Una casa è come la Primavera
non la puoi dimenticare…

.

Affidata al vento da orofiorentino alle 15:19 | commenti (2)
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venerdì, 16 maggio 2008

Come un incanto.

Strappi di vento

a portarci via dal solito destino,

tra squarci d'azzurro

che ci esplodono in cuore.

Incredulo, inatteso e inopportuno,

un sentimento che profuma di sole

affianca i giorni e le ore

e traduce tutto quello che

è rimasto inespresso, finora,

nel profondo d'uno sguardo spento.

E'  luce e canto,

come una preghiera da imparare

e calore e tenerezza,

come un incanto che non debba mai finire. 

Affidata al vento da flameonair alle 17:44 | commenti (3)
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laghi di tristezza

immagine presa dal web

Due laghi neri

oceani di tristezza

senza luce viva

Sorride il piccolo


-Nessuna  gioia nel suo sorriso stanco.-


Rassegnazione

al pianto che non lava


Sguardo asciutto in  deserto di sogni


Fissa il mio viso assorto


nel suo mondo di silenzio pieno.

 


 



Cercavo una chiave d'accesso al suo impenetrabile sguardo, ma nulla mi permetteva di potervi entrare, non uno spiraglio si apriva, eppure intuivo che se fossi entrata, se solo avessi potuto varcare quella barriera, avrei potuto capire il perchè di tanta tristezza.

Mai mi era capitato che guardando un bambino, apparentemente e certamente sano, potessi scorgere tanta tristezza.
Quegli occhi non mi fecero dormire per più giorni, non era curiosità la mia ma, raccapriccio, un bambino di quattro anni non poteva essere così triste e indifferente al mondo che lo circondava.


Mille pensieri, mille idee si affollavano, mille supposizioni, alle quali davo sempre la stessa risposta:


NO NON PUO' ESSERE.



Ancora, stamattina, sono uscita di casa, sperando di incontrare per strada, o all'ipermercato, quel bambino,  ma non l'ho trovato.

Non so chi sia, non lo conosco, ma spero di incontrarlo di nuovo e vedere la gioia nei suoi occhi.

Lo so dite e perchè lo dici a noi?

Perchè se lo incontrate prima di me, se lo riconoscerete, ditegli che l'ho cercato
e che vorrei poterlo aiutare a sorridere col cuore.

 


 

.

Affidata al vento da ariadipoesia alle 12:46 | commenti (4)
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***Di (s) Equilibrio sui battiti***

*robertiii

Della barca che affonda
sento allentarsi le braccia
nel senso di ali
in umido sventrarsi
nel tuo mare

 

vento che ascensionale
m'imbriglia
in questi silenzi
in queste assurde parole tronche

qui
ad attendere le ore

 

a ovattarsi lente
mentre per salvare la testa
ho perso di battiti
negli orli di vesti
stracciate in orgasmi

 

mentre di pietra
le mie parole divennero

-ho suturato a morsi
le oculate emozioni-

d'amore e morte siamo fatti
creature in bilico
perenne

 

Jmarx&Morfea

Affidata al vento da Morfea77 alle 12:12 | commenti (4)
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mercoledì, 14 maggio 2008

Ad un altro te che io vorrei

 
 
Tendi ancora la tua mano e sradicami
da questi giorni immemori
dal mio io inquisitore
dei reconditi meandri del nostro esserci

Varca i cancelli ormai sprangati della mia anima
e giungi fra le pieghe dei miei pensieri
laddove sulle rovine del mio crederti
imperversano eventi inaccettabili.

Volgi benevolo lo sguardo e ascoltami
con movenze e parole mute ti sto implorando
affinché di illimitati giorni inediti
intessiamo, per la vita, la memoria.

 

Affidata al vento da Lirazel alle 15:09 | commenti (9)
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Per sempre

Nel Profondo

Ancora un graffio
e ancora una volta
ci si volta di spalle…
Sarà colpa di un destino cieco
o di una volontà che
non riesco a colmare,
o sarà il desiderio di un perdono
che cerca di farsi spazio
dal profondo del mare.
Io non so…
eppure mi domando!…
Rendendo mansueti
i minuti che accanto
mi passano muti…
Così continuo,
come se tu dall’altra parte
del mondo sapessi
quel che provo,
mentre il cielo imbrunisce
sui tetti dei miei tanti mondi.
 
Se tu sapessi dei malesseri
che come manifesti stendo
nei muri della mente…
io che ho smesso di sognare
seduto sulle rive
di un improbabile mare.
 
Dove sono le nostre parole
che raccontavano i domani,
dove sono io che cerco
quella nuova luce
che si apre sul futuro.
 
Dove sei tu e le manie
del mettere a posto ogni cosa
ora che fuori sono
sparpagliato come un coriandolo
al vento.
 
Ancora un graffio
e ancora una volta
ci si volta di spalle.
 
Voltati! Voltati!
Vorrei dirti e guardami
ma non negl’occhi…
e poi scendi sino
all’animo che conta
e lì ascolta…ascolta!
 
 
 
 
 
Enrico Carlostella

Affidata al vento da provaacapire alle 09:17 | commenti (6)
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martedì, 13 maggio 2008

fuori dall'Olimpo ))))((((opmilO'llad irouf

 dedicato a localo

.

Maestoso m'appari eppure cadente
Che d'anni te ne sgretolano l'ossa
Doriche dita verso il cielo alzate
In luogo sacro a Giove  ora profano


Altra dimora fuori dall'Olimpo
Ove l'antico canto della cetra
Accarezzare poteva la sua ira
Nei rovinosi giorni della sfida


Eco lasciato a far da sentinella
Dorme tranquilli sonni solitari
Svegliasi solo a voci gaudenti
Di scolaresche in gita e poi riposa.

.

Affidata al vento da ariadipoesia alle 22:05 | commenti (6)
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Vorrei essere...

 
Vorrei illuminarti come stella
in una cupa notte d’inverno…
stringerti al frastuono dei miei
palpiti per desiderarti sotto la luna.
 
Vorrei essere un’onda per cullare
i tuoi pensieri e affondarli nella
profondità del mare ove tu
potresti affogare le tue lacrime.
 
Vorrei soffiarti sul viso per scaldarti
la pelle quando senti freddo e hai
paura del gelo che la sofferenza
a volte ci dona in questa esistenza.
 
Vorrei essere la ragazza del sole
per risplenderti ogni attimo di
vita negl’occhi e illuminare ogni
tuo passo nell’universo frenetico.
 
Vorrei essere un leggero fiocco
di neve per posarmi lievemente
sulle tue labbra e li sciogliermi
in un bacio angelico ed eterno.
 
-Vorrei essere quello che sono
per amarti e vivere nel tuo cuore-
 
 
Dedicato a Luca

Affidata al vento da Sungirl alle 16:08 | commenti (9)
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BASTA POCO

In una carta dal colore ramato

incontro riflessi di luce.

Scintillii semplicemente delicati.

Un piccolo sole

che mi augura Buon Giorno.

Come nella vita ogni piega

ha sfumature cangianti

punti oscuri, colore del dolore

per poi tornare a sciogliersi

nelle nuance che ci regala il Tempo.

Nero

Oro

Rame

Argento

La luce cambia, cambiano i colori

è la vita che vive tutta

nella carta di un cioccolatino.

679874

Affidata al vento da orofiorentino alle 16:00 | commenti (4)
Permalink | categoria:emozioni

ACQUA TI FIUME

(foto dal web)

 

Mentre passanu l’anni,

comu fredda acqua ti fiume,

lassu a rretu,

terra muddhràta, petre llavate e fugghiazze ‘nfùcate.

‘Mbbrazzu stà terra, ddhrò so nnatu,

dhhrò agnone, aggiù schìucatu,

ma no lla strengu,

ddhrò  aggiù campatu.

Sentu sempre lu  stessu ndore,

ti tumu, ti paparine,

ti ficalindie e culumbi,

ma sentu puru,

sempre la stessa litania.

Ssittati, a ll’ombra ti lu sole,

cu ‘mpilamu tabaccu,

‘mpisu a lli tiraletti,

unu ti ‘nanzi a l’addhrù.

Cantavano li cicale,

pi ccumpagnamentu,

ma lu core stìa a mmare,

stisu su lla ‘rena.

A ddhrì tiempi no scrivia,

la penna,

mi pisava cchiùi ti la zappa,

a mumenti torna lu ricordu,

sprintu ti nu jentu scanuscìutu.

Oscè, stisu a llu friscu, a ll’umbrunire,

sentu nu ‘ndore ti mare,

ti aliga ‘mpuzzunata, su llu scogliu siccata.

Mentre mi priparu a lla indegnà,

la luna cotula la capu,

mentre stà bballamu,

st’urtima canzone ‘mericana.

ACQUA DI FIUME

 

Nel passare lento dell’emozioni,

come fredda acqua di fiume,

sento la terra bagnata ai miei piedi,

tra pietre lavate e foglie affogate.

Abbraccio la terra dove sono nato,

dove bambino ho giocato,

ma non la stringo, dove ho vissuto.

Odore di timo e papaveri,

fichi d’india e fioroni,

in chiesa cantano,

le solite canzoni.

All’ombra del sole,

a cucire tabacco,

 a stenderlo inerme, in lunghi filari.

Il suono delle cicale,

ci manteneva svegli,

mentre la mente nuotava,

 nell’azzurro mare.

Non scrivevo allora,

la penna pesava,

solo il ricordo resta,

in quelle vele del tempo,

che il vento ha spostato.

Adesso mi adagio nella brezza serale,

odore di mare,

di alga invecchiata,

sullo scoglio abbandonata.

Sono pronto alla vendemmia,

la luna scuote il capo,

mentre balliamo,

quest’ultimo blues.

Affidata al vento da localo alle 13:00 | commenti (4)
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lunedì, 12 maggio 2008

Anima libera...


Sono silenziosamente libera
mi guardo rivedendomi spesso
nell’empireo azzurro in un volo
a planare come un’aquila.

 Mi apro al sole dischiudendomi
come una gemma che in un attimo
germoglia diventando scarlatta
corolla che apre le ali all’alba.

Vivo d’amore specchiandomi 
nei sorrisi del vento in ogni
essere umano che sa disegnare
sul cuore apportandomi vita.
Anima libera è il mio vero nome
che incido nei cieli tra le stelle
luminose ove respiro attimi unici
che neanche il tempo potrà abolire.

sicut aquila

Affidata al vento da Sungirl alle 13:43 | commenti (9)
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*Della mia strana voglia**

Della mia strana voglia

di essere accarezzata solamente

con dita di respiro

ho parlato stanotte

con me stessa.

Mi sono detta

che la mia è una febbre

di crescita.

Non so

se mia o tua, non so

se è febbre che galoppa

a coppia,

oppure è soltanto il cocchio

della mia fata madrina

in panne lungo la china

che porta al castello

del cuore.

Affidata al vento da m0rgause alle 09:03 | commenti (5)
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domenica, 11 maggio 2008

Aliante di seta

*presa in rete

Sento ancora
il calore di lacrime e corde
e sulla schiena
la sera mi arranca
sui selciati di vorace odio

 

Nel controvento osceno di visi
profumati a festa
oscillo ricurva

al peso di sigilli romani

 

Fiducia d’aliante
ad accarezzarci di false lucciole

 

Ho perso la sfatta pelle
nel rogo delle mie idee
simulando prospettive di luce
scappata dalle nuvole

 

Mentre il colore del tempo
rinasce nel grido acceso
sul palmo della mano
che di buio hai trafitto

 

Annaspando nel petto
in attesa di una meta
nelle roventi rovine

Affidata al vento da Morfea77 alle 23:37 | commenti (4)
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La nostra pazzia

(foto dal web)

La nostra pazzia

L'anima corre nel vento,

caldo e sabbioso,

che mi porta al tuo cuore.

Oltrepassa ogni duna,

affondando, a fatica supera

ostacoli e paure,

e brucia, annientando malevoli sguardi

e schegge di parole come vetri.

D'un palpito unico

si veste la nostra pazzìa,

di sogni e di baci intesse la Notte

(flameonair)

Affidata al vento da flameonair alle 18:24 | commenti (3)
Permalink | categoria:poesia, emozioni

Tango

 

Sei la struggente nostalgia

l’inespresso che si fa movimento

la forza che si fa grazia

lo slancio più puro che si libera

il cuore che arde

il riscatto

la passione travolgente

quella nascosta mai confessata

il brivido

vigore e debolezza

dolcezza e rudezza

Sei la vita vissuta

e quella desiderata

sei il ballo del corpo e dell’anima

che tutto comprende

e il suo contrario

l’ultimo ballo

per me

pollicino ritrova la via

di casa sulle note della tua musica

 

Pietro Atzeni

Affidata al vento da pietroatzeni alle 14:53 | commenti (6)
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sabato, 10 maggio 2008

*tanka dell'inutilità**

sulle labbra del

tempo si disperdono

le tue parole

 

una penna non basta

a scavar fossi e trincee

Affidata al vento da m0rgause alle 12:35 | commenti (6)
Permalink | categoria:emozioni, tanka-renga-choku

venerdì, 09 maggio 2008

Adesso

 
Per lungo tempo
ho sostato crogiolandomi