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La sua bocca sapeva di velluto all’aroma di zenzero e cannella, versava miele di sorrisi, miele amaro, di questo sorrideva. Il suo passo era passo di donna che allontana il corpo dalle voglie che suscita. I suoi fianchi si muovevano morbidi, calibrati intorno al perno del ventre aspro di voglie antiche e di nuove, insaziate. A lei la voce era voce che dice, voce che tace del suo dire dentro un astuto ordito di parole, cantilena di lingua sfacciata in vocali in consonanti pudibonda. Le sue dita, fatte di nervi e aria, scioglievano carezze, carezze ancora, altre carezze nella mia carne inquieta. Lei sapeva di fiori di campagna, era sabbia di sole la sua vita.
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m0rgause alle 12:24 | commenti (6)
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categoria:eros, emozioni


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