Passeggeri nel vento è lieto di presentare il primo ebook realizzato con la collaborazione di tutti Voi
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Ringraziamo tutti gli autori che hanno contribuito alla realizzazione di questa iniziativa.

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venerdì, 09 maggio 2008

Harry ti presento Sally

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Immagine presa da Internet

Harry ti presento Sally (When Harry met Sally di Rob Reiner, 1989) è la storia di due persone che nella vita si incontrano (o per meglio dire scontrano) varie volte, passando attraverso vari stati emozionali. Si conoscono alla fine del college grazie alla ragazza di lui che è amica di lei, e fanno il viaggio Chigago-New York insieme. Da qui inizierà la loro avventura, dove già in questo primo passo si intravedono carattere ed aspettative dei due. Si rivedono poi a distanza di anni entrambi felicemente accompagnati e poi, dopo altro tempo, tristemente abbandonati. Da qui si legano di una profonda e completa amicizia, fino a quando, in un momento di sconforto di Sally, passano oltre. Ed ecco il distacco, che li porta ad affrontare la perdita in maniera diametralmente opposta. Arriva Capodanno, si ricongiungono e si dichiarano il loro amore, in una delle scene romantiche più riuscite. Il film è inframezzato da racconti di coppie sposate ed alla fine c'è il racconto di Harry e Sally.

Il film non è propriamente un capolavoro cinematografico, ma è talmente denso di situazioni contrastanti e diverse tra loro, che diventa un viaggio prezioso che è bene percorrere. Le emozioni che questa semplice storia suscita sono profonde e ci appartengono, una favola moderna che potrebbe accadere ad ognuno di noi. L'amicizia che si trasforma in un amore, un passo semplice, naturale, ma che richiede coraggio e coscienza di sè. Le caratterizzazioni dei personaggi, contradditori, un po' folli, pieni di insicurezze e di paure, li rendono simili a noi e ce li fanno amare intensamente. Ci sono varie sfaccettature nella vita di ognuno di noi che ci rendono insostituibili, forse non necessari, ma sicuramente unici, e chi ama questo film non vorrebbe altro che essere uno dei due protagonisti! Memorabile la dichiarazione di Harry a Sally, dove l'amore supera i difetti altrui, anzi li ama in modo totalizzante. Un film da vedere con la mente libera, un film che a dispetto del suo essere commedia romantica fa riflettere su i grandi temi della vita, sulla natura dei rapporti interpersonali, su se stessi insomma.

"Harry: Ci ho pensato tanto... e il risultato è che ti amo.

Sally: Cosa?

Harry: Ti amo.

Sally: E che cosa pensi che ti risponda adesso?

Harry: Per esempio: anch'io ti amo.

Sally: Preferisco: me ne vado!

Harry: Allora non significa niente per te?

Sally: Mi dispiace, Harry. Lo so che questa è la notte di Capodanno, lo so che ti senti solo, ma tu non puoi arrivare qui, dirmi che mi ami e aspettarti che questo risolva tutto. Le cose non funzionano in questo modo.

Harry: Beh, e come funzionano?

Sally: Non lo so! Ma non in questo modo...

Harry: Allora proviamo così: ti amo quando hai freddo e fuori ci sono 30 gradi, ti amo quando ci metti un'ora a ordinare un sandwich, amo la ruga che ti viene qui quando mi guardi come se fossi pazzo, mi piace che dopo una giornata passata con te sento ancora il tuo profumo sui miei golf e sono felice che tu sia l'ultima persona con cui chiacchiero prima di addormentarmi la sera. E non è perché mi sento solo. E non è perché è la notte di capodanno. Sono venuto stasera perché quando ti accorgi che vuoi passare il resto della vita con qualcuno, vuoi che il resto della vita cominci il più presto possibile!

Sally: Ecco! Tanto sei il solito imbroglione! Dici cose del genere, e mi spieghi poi come faccio a odiarti io? E invece io ti odio! Ti odio. Sul serio... ti odio..."

Affidata al vento da NuitAmericaine alle 14:22 | commenti
Permalink | categoria:cinema, rubricacinema

Nel caso in cui

 

NULLA DA PRENDERE

Non chiedo più nulla al tuo amore
solo l’incontro per caso
in uno stupido ricordo…
 
Il passaggio veloce di un graffio
che brucia la pelle,
ma che non lascia traccia.
Il laccio
che stringe soffocando
fermando solo il cuore,
ma non il tempo.
 
Potremmo farlo
magari in un letto,
ai piedi del silenzio,
dove l’amore è oltrepassato
dall’avido confine
di un prendere…
 
O chissà, forse potremmo
parlarne ancora per ore ed ore
nell’ennesimo tentativo
di chi continua a seminare su strade
dove la terra e dura,
soprattutto quando vi si poggia
in ginocchio.
 
Non chiedo nulla…
o forse lo faccio
anche ora descrivendo
il nostro amore
a questi lettori stranieri…
spettatori ignari
di quel che c’è stato…
E così continuando
dico tra me e me
“Io ti ho amato!...
Se ti ho amato.”
L’ho capito
quando ti ho perduto…
ed ora mi sembra sentirli
questi avventori sulle
nostre anime spoglie
quando dicono,
“Questo accade
quando qualcuno
di spalle si è mostrato!”
 
Non pretendo nulla
solo di averti accanto
di tanto in tanto
tra le ombre di un passato sentimento.
Se per caso mi vedessi
volgimi lo sguardo
senza tristezza alcuna.

Affidata al vento da provaacapire alle 12:53 | commenti (1)
Permalink | categoria:poesia, riflessioni

*Lei**

La sua bocca sapeva di velluto

all’aroma di zenzero e cannella,

versava

miele di sorrisi, miele amaro,

di questo sorrideva.

Il suo passo era passo di donna

che allontana il corpo

dalle  voglie che suscita.

I suoi fianchi si muovevano

morbidi, calibrati

intorno al perno del ventre

aspro di voglie antiche

e di nuove, insaziate.

A lei la voce era voce

che dice, voce che tace

del suo dire

dentro un astuto ordito di parole,

cantilena di lingua

sfacciata in vocali

in consonanti pudibonda.

Le sue  dita, fatte di nervi e aria,

scioglievano carezze,

carezze ancora,

altre carezze

nella mia carne inquieta.

 

Lei sapeva di fiori di campagna,

era sabbia di sole la sua vita.

Affidata al vento da m0rgause alle 12:24 | commenti (2)
Permalink | categoria:eros, emozioni

 

 

Immana, scì ti scèrra mai,

li rrigali ti la befana,

li Natali passati.

Tante fiate, topu tantu tiempu,

 jò so tturnatu senza mancu nu fiuru.

Lu pinszieri tua,

comu cumpagnu ti jaggiu,

mai cu mmi ddummandu,

se mi òi bbene.

Tante notti t’aggiù ddiscìtata,

mi canuscì, ‘mprima, ‘mprima, ca era jò,

sintii lu rucitu ti la  caminata,

ttuppava, ti ddhrò passava.

Oscè, ulia cu tti ‘ncarezzu,

ma mi ‘ndi scòrnu,

ti baciu ti pressa e scappu.

Cquantu fiate ma ppirdunatu,

su lla porta ti casa,

cu lla maglietta totta strazzata.

Mò, ca tegnu fili puru jò,

capèscu., la paura tua.

Oscè, lu rriggalu cchiù rrande pi tte, ete,

cquandu mi iti,

a ccasa tua cu lli fili mia.

Lu rrigalu cchiù rrande,

ca ti putìa fare,

li figghia mia ca ti chiamanu ,

nonna.

MAMMA

 

 

Mamma chi può dimenticarti,

sei il ricordo che non muore,

i regali alla befana,

Natali di ieri.

Tante volte sono ritornato a casa,

dopo lunghe assenze, senza dare notizie,

senza nemmeno un fiore.

Il tuo pensiero indirizzato di me,

il mio unico compagno di viaggio,

mai a chiedermi perché.

Tante notti insonni,

qualche volta che ti addormentavi,

rumori nel salotto ti svegliavano,

sorridevi, capivi che ero io.

Oggi voglio accarezzarti,

ma mi vergogno, sono adulto,

ti bacio di sfuggita,

appena ho l’occasione.

Quante volte sono stato perdonato,

sull’uscio di casa,

per le mie bricconate.

Adesso, che ho figli anch’io io,

capisco, le tue ansie, le tue paure.

Oggi, il regalo più gradito per te è,

la vista dei tuoi nipoti,

insieme a me e mia moglie.

Ancora più gradito è il regalo,

quando ti chiamano nonna.

Dedicato a mia madre, a mia moglie e a tutte le mamme del mondo.

Affidata al vento da localo alle 11:47 | commenti (1)
Permalink | categoria:dialetto, festivita

petali fra le ceneri

abbattuto fra
le nuvole
m'inabisso spargo
petali di rosso
vino fra il
sangue e le
stelle
amore mio
quanto son
tristi le
guerre non
lo puoi capire
senza te non
ci sono notti
non ci sono
sere da
chiamar serene
mentre vago
in questo
oceano di
stelle il
mio cuore
di te ha
sete ed il
nemico non
è altro che
un amico che
ancora non
conosco ormai
devo andare
mi spargerò
come neve
inutile cercarmi
di me ti
daranno i
galloni e le
stellette ed una
bandiera sporca
del sangue
innocente di
una folle guerra
ti amo amor
mio lontano e
perdona il
mio cuore da
soldato che
tu m'hai rubato
ed io nelle
folle mani di
marte ho gettato
addio ci
rivedremo lì
tra gli angeli
di Dio

Affidata al vento da ashurado alle 11:43 | commenti (3)
Permalink | categoria:

Languore lunare

da Lunaa a Luna ,dedicata con stima e simpatia a Paola

 

La luna ,con opulenza rossastra dondolò

sopra il frutteto in fiore

spruzzò

candidi petali di susino ,accendendoli

di rosso colore .

 

[ D'amore nell'erba ,il grillo cantava

d'amore ,si consumava ]

 

Un ruscelletto d'argento soffermava

la sua corsa inciampando in ciottoli bianchi

evocando dolce voce che sirena chiama.

 

Fu allora che vidi l'occhio levitante di Giove

impigliato nella cima di una quercia solitaria.

Osservava

ascoltando l'eco muto dei miei passi

a stringermi di dolce assedio quasi a volermi

destare,da quell'immoto e stupito

languore lunare.

 

 

Affidata al vento da ladilunaa alle 08:55 | commenti
Permalink | categoria:

Auguri mamma

 

 ***

 

Riaffiorano le voci

sulle ali degli occhi

al tramonto

che non mi lascia dormire

 

in un pensiero da rimboccare

le tue carezze hanno

il profumo d’anima

 

spesso torno a guardare, nei binari la vita

di quel viaggio, il tuo sguardo

che a te mi conduce

 

nel cortile dell’ombra

in un sorriso di luce.

*

*

 

 

~ © Nunzio Buono ~

Affidata al vento da enneby alle 08:43 | commenti (1)
Permalink | categoria:amore

giovedì, 08 maggio 2008

piaceri in acrostico

 

                    P ercepisci le mie vibrazioni

                               I nondata di umori fremo

                                     A  nsimando e gemendo

                                          C reatura lussuriosa

                                                E levi le mie perversioni

                                                     R icercando costantemente

                                                            I mpudiche carezze .

Affidata al vento da ariadipoesia alle 23:18 | commenti (4)
Permalink | categoria:eros, giochi poetici

L'ULTIMA BALLATA

   

Darò le spalle al tempo

A queste ore bugiarde

che transitano invano come un fiume

sotto i ponti di un miele sconosciuto

 

In queste notti di cappa e spada

ho avvistato più lune

ingravidate d’ansia

nel calo e nella crescita

 

a mangiarsi le unghie

nell’attesa del tocco d’una daga

che gesticoli e compia

d’un ectoplasma, l’ultima ballata

Affidata al vento da Melarea alle 22:36 | commenti (3)
Permalink | categoria:poesia

HAIGA DI MARZO

Spine non viste

In un marzo a ferire

Nondimeno amo

 

 

Kurtz 08

Affidata al vento da kurtz58 alle 22:15 | commenti (5)
Permalink | categoria:haiku-haiga-senryu

Non sto pensando a niente



Non sto pensando a niente,
e questa cosa centrale, che a sua volta non è niente,
mi è gradita come l'aria notturna,
fresca in confronto all'estate calda del giorno.

Che bello, non sto pensando a niente!

Non pensare a niente
è avere l'anima propria e intera.
Non pensare a niente
è vivere intimamente
il flusso e riflusso della vita...
Non sto pensando a niente.
E' come se mi fossi appoggiato male.
Un dolore nella schiena o sul fianco,
un sapore amaro nella bocca della mia anima:
perché, in fin dei conti,
non sto pensando a niente,
ma proprio a niente,
a niente...

- Fernando Pessoa

Affidata al vento da nefertiti1 alle 22:04 | commenti (3)
Permalink | categoria:citazioni dautore

Scruta nei miei occhi
 
-E’ forse così strano
 il mondo che vi leggi?-
 
Lo sguardo(di) riflesso
indugia vago
Serrati sono i pugni
ma sulle labbra dipinto
è lo stupore .
 
-Anche tu (s)fuggi?- non ho che
sale e luce custoditi in cono d’ombra
 tra gli angoli del cuore.
 
Avvolta nel silenzio
in questa stanza vuota
rammendo solchi d'anima.
ripiego nei cassetti
intimi pensieri e srotolo dolore.
 

Affidata al vento da Lirazel alle 22:02 | commenti (3)
Permalink | categoria:poesia, emozioni, anima

Ardo di te...



Rosso desiderio
si fa schiuma
mentre la lingua brama
le tue labbra...

Affidata al vento da MarcoforEver alle 21:03 | commenti (5)
Permalink | categoria:poesia, eros


...

Myst V

 

E fu la terza terra

A lasciarmi quel mistero

E nell’esser preso

A giochi d’illusione

 

Resto a guardia del mio regno

Ove l’età è una prigione

Rimescolando la passione

Ora che il gioco inizia

 

Nel credermi di non temere

Esploro nuovi mondi

Nel silenzio del principio

Espletando le sequenze

 

Ma questa terra sconfinata

Desolata e frantumata

Mi lancia i dadi

Dichiarandomi la guerra

 

Sarò il nominato

Sarò il coltivatore

Sarò il nulla, nella quiete del silenzio

Affidata al vento da haion alle 20:38 | commenti (2)
Permalink | categoria:poesia

Vincerò

(dedicata a chi soffre di fibrosi cistica)

Urlami dentro ancora
selvaggiamente urla il tuo corrodermi,
io non posso ascoltarti,
ho addosso il canto della vita
quella che tu vuoi rubarmi
 
… e che non avrai.
 
Sono vestito del volo degli aironi
e leggero vado libero nell’aria,
libero come un aquilone
in quell’aria che tu vuoi negarmi
 
… e che non ti cederò.
 
Porterò via anche te
lì dove la mia forza si nasconde
legandoti al mio vivere guerriero
e tu sarai il mio trofeo
 
… quando ti abbatterò.

Affidata al vento da grisby6043 alle 19:39 | commenti (2)
Permalink | categoria:poesia

contest

ho sempre
cercato
di capire
quanto
potessi
affondare
nelle rime
cercare
oltre l'approdo
del sogno
il significato
della vita
più recondito
scrivo ormai
da più di
vent'anni ed
il solo scrivere
non mi ha
abbandonato
e m'ha fatto
tirare avanti
conoscere
le sfumature
delle anime
delle persone
stilare un sorriso
una lacrima di
me una speranza
ora alla soglia
dei trenta mi
ritrovo solo
a parlar con
una sigaretta e
mi chiedo cosa
sono io per la
poesia?cosa è
per me essa?
ma soprattutto
chiedo a voi
cosa siete per la
poesia?e cosa
è la poesia
per voi?

Affidata al vento da ashurado alle 18:03 | commenti (5)
Permalink | categoria:

Di te e della luna

 Ansimanti effusioni
amoreggiano
- albeggiano -
- si toccano -
- vibrano -
a ridosso della schiena tua
vestita di seta orlata.

Capelli
- liberi -
- ribelli -
- sinuosi -
si ramificano nell’aria
tinta del tuo profumo.

Il capo
all’indietro volteggia
- lussuria d’emozioni -
m’investe
col suo sguardo voluttuoso.

A braccia aperte
- come tuffarsi in mare limpido -
ti distendi sul petto mio
assaporando il seme d’ambrosia;
i tuoi seni,
candidi,
rosei,
s’armonizzano al freddo
chiarore della luna:
un fremito,
un sussulto,
bocche si scrutano,
gambe si distendono,
mani si trovano,
lacrime di piacere
infondono caduco tempo
di movenze e sentimento.

Affidata al vento da tohell666 alle 17:15 | commenti (1)
Permalink | categoria:poesia, amore, eros, emozioni

Foglio colorato.

Foglio colorato.
 
C'è inciso il tuo viso
su quel foglio colorato
parla d'amore
di desideri folli.
 
In una tasca l'ho riposto
per riempire un vuoto
da sempre
a me mancato.
 
C'è inciso il tuo sorriso
per darmi emozioni
in mille poesie.
 
Cerco te
la luce dei tuoi occhi
la brina del mattino
il rosso melograno.
 
Ed io infelice
saperti complice
in questa folle idea
 che mai sarai mia…
 
il poeta narratore.

Affidata al vento da poetanarratore alle 17:09 | commenti (1)
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piccolo fiore

piacere breve che mi si attacca ai denti

imbrigliando il gusto di te

tra i fantasmi che ti avvolgono

amore

meriti il sole

per tenerti al riparo dal vento

amore

meriti il sorriso

per le gioie che ti sono mancate

ma dondoli tra la luna

squartata dalla pace del silenzio

anima muta

piccole fiore

estasi insinuata tra i miei fuochi

aliti tra i miei sogni

mordendo il succo proibito

evapori

rubando il colore delle stelle

illumini i cuori nella nebbia

masticando le maschere della notte

mi ubriaco di te

lontano fiore mio

ti accasci tra i gemiti

e mi bagno di te

piccolo fiore

Affidata al vento da divinapura alle 15:03 | commenti (1)
Permalink | categoria:

Nell'incenso dei fiori

Nel tuo abbraccio
è il color della mia gioia
[un tripudio di macchie casuali]
che affollano l'aria  del giorno
-profumandola
  con essenze, d'un amore appena nato.
Una manciata d'istanti, i nostri
- fragranti
come corolle aperte su un prato a primavera
[d'indicibile ottimismo]
a misurar la vita col metro del destino.
E non è forse quest'incanto che ci è concesso
quell'alito d'infinito
 simile al valzer della nuvola,quando il vento soffia
[ l'illusione di esser felici per sempre]
Quanto  tempo ci rimane ancora
per veder un arcobaleno stendersi sul mondo?
Un attimo...un giorno o l'intera esistenza?
  Senti....il respiro soave dei fiori...
Intonano un canto adesso
-quasi un aroma a fluttuar tutt'intorno
[promesse a piccoli passi]
E son quelle ore che ci camminano innanzi
   per coglier l'essenza
[di te e di me]
...insieme oltre il limite del corpo

E ancor non sa, che ci stiamo allontanando
  verso l'altra metà di noi.
*
Versi e grafica di
 Carolina Parrilla
 

Affidata al vento da sognodiluce alle 14:20 | commenti (2)
Permalink | categoria:poesia, amore, anima

Profumo di zagara

Da alberi rigogliosi,

s’innalza leggiadro

verso il cielo limpido,

il profumo di zagara

che inebria la dolce stagione.

La primavera

bussa alle porte

come dea elegante,

indossando la veste variopinta

dei campi in fiore.

Delicata rarità

è simbolo di torpore e risveglio.

Un nuovo sole illumina

la strada verso la spiaggia

accarezzata dalle onde del mare,

ceruleo e limpido,

intanto che,

cammino lungo la battigia

e mi cospargo di piacevoli sensazioni.

 

© - Nicoletta Perrone

Affidata al vento da nicoleperrone alle 12:35 | commenti (1)
Permalink | categoria:poesia, emozioni, anima

sono un
nido di corvi
nudi allo
specchio
l'ombra
insulsa d'ogni
mio difetto
la lebbra
accesa sulle
mie ali di
scabbia la
profonda
arroganza
dell'arcobaleno
l'insulsa
ignoranza in
ciò che spero
l'eterno
inverso che
rimprovero
il diverso
aspetto del
volo l'incrinarsi
dei sensi
l'odio dei
consensi l'inverbo
dei miei
sogni sconnessi
ciò è ciò
che rimane in
quanto sono
l'uomo costante
avversario
degli elementi

Affidata al vento da ashurado alle 11:46 | commenti (3)
Permalink | categoria:

Tra i rami, il sole

 

 

 ***

È fatta di latte madre,

occhi di vento

cantando giorno

 

in un ricamare fiori al giardino

ora spoglio di neve

con versi germogli

 

gonfie mani ha in seno

questo mio fluire lieve

come fiume, passa

 

tra i rovi stanchi il tempo

e per le vie dei mari

resta la primavera attesa; breve

 

un breve sguardo, getta

tra i rami il sole.

*

*

 

 

~ © Nunzio Buono ~

Affidata al vento da enneby alle 11:16 | commenti (1)
Permalink | categoria:poesia

Dissolvenze
Dimenticami “ e fu sussurro
e sguardo perso nel rosso di un tramonto
silenzio sulla nostra sera
mentre  allungavi distanze insormontabili.
Ricordi? - Era d’autunno
e nel vento vibravano le foglie:
preludio di un addio.
Io trincerata in fili d’esistenza
mi ammantavo di sorrisi aleatori
stringevo al petto grappoli di niente
intuivo dissolvenze all’orizzonte.
Ancora oggi il mio sguardo volge ad ovest
e in bilico tra un passo e il suo ritorno
percorro  a piedi  nudi questo viale
cercando  invano di  ritrovarmi.
  

Affidata al vento da Lirazel alle 09:23 | commenti (5)
Permalink | categoria:poesia, amore, emozioni

A MIA MADRE

Tu mi fosti madre, Alice,
bellissima donna
io ti morii giovane, soffocato,
nel mentre l'ultimo abbraccio
si allontanava dal tuo pianto
del corpo che ti lasciava
penetrai fantasma la densa materia
come fosse aria....
e ti lasciai
sola.......
per ritrovarti in sogno
in quest'ore difficilissime
che tolgono l'eterno
dal mio cuore.

Oh, madre mia!
Tuo fig