
Hai voluto giocare
tirando dadi contro le stagioni in erba,
gettata sul tavolo verde
tutta la moneta della gioventù.
Hai sfidato il banco
nella certezza che fosse sempre un dodici
la curva dei tuoi seni
puntati contro gli occhi dei perdenti,
rapiti dalle onde dei tuoi capelli rossi.
Ed hai giocato dimentica del tempo
mentre la tua bocca
lentamente si piegava in ghigno
e le pupille si facevano punti senza luce.
Hai tirato i dadi sulla vita
e della bellezza gonfia di sensualità
ne hai fatto scala per risalire il mondo.
Ora che il casinò sta chiudendo
sei pallida per la stanchezza
d’arrampicarti in cielo e guardare sulla terra,
non hai più gettoni
da giocare per conquistare un dodici.
(I versi in rosso sono della Poetessa P.B. Shelley)
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grisby6043 alle 13:05 | commenti

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sognodiluce alle 09:07 | commenti

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MarcoforEver alle 21:50 | commenti (1)
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provaacapire alle 20:43 | commenti (1)
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mailameini alle 18:07 | commenti (1)
A Tommaso
Ho piantato il melograno
si fa per tradizione.
Crescerà con te,
soffio di primavera,
fiorirà vermiglio
quando abbraccerai
l’ amore analfabeta
e non guarderai più il mondo
con i denti di latte.
Sarà il talismano
per non aver vertigini
nel guardare l‘abisso
o Stella Polare
a illuminare le notti,
se l’altalena oscilla e
il ramo si vuol spezzare.
S’intenerisce la mia ruga
lambita da un sorriso,
la tua presenza si diffonde vivace,
tornano gesti desueti
profumati di freschezza,
ali che ritrovano vigore.
Fiore all’occhiello
della mia esistenza.
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ortensia53 alle 15:43 | commenti (1)

IN POCHI SECONDI
DALLA VITA
ALL'INFERNO
Pochi secondi
Minuti scolpiti, indelebili
su rotaie infuocate.
Strazio di corpi innocenti
Abisso vorticoso
dove solo lacrime bruciate
possono stringersi al cuore dalla sofferenza.
Nel fuoco del dolore
bisbiglio una preghiera
Dio: aiutali
orofiorentino
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orofiorentino alle 13:03 | commenti (1)
Tra Oriente e Occidente vannoAffidata al vento da
mailameini alle 19:24 | commenti (1)

Freme una foglia
nel respiro del vento
flebile luce
dentro ai colori
del silenzio profondo
sogno o illusione?
Non conosce ragioni
il suo perenne andar via
***
versi e grafica di Carolina Parrilla
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sognodiluce alle 15:11 | commenti (1)
Ci sono cose di me.. che vorrei cancellare.
Difetti come scritti sulla sabbia,
quando sono travolti dalle onde sembrano
non esserci.
Ed invece sono li`, e aspettano
solo
la bassa marea.
Ma in fondo io mi piaccio cosi`...
E questo trasforma i difetti in pregi.
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marib21 alle 21:28 | commenti (1)

Le prime gocce
ci bagnano
uscendo
da quel locale
parodia di Messico
e dei viaggi
che sogniamo
nella pigrizia
rimandando a domani
I nostri passi
sull'asfalto
somiglia ad occhi
lontani
vitrei di bambole
perse da bimbe
impertinenti
o sull'oro sporco
di qualche vecchio
fiore.
Tamburo di guerra
è la pioggia
sulle macchine
parcheggiate
in disordine
muto
Eco di mitraglia
il battito
del cuore
si adegua
alle gocce
ed ai ricordi
Il lampo azzurro
ci abbandona
nelle solitudini
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alessiobrugnoli alle 11:19 | commenti (2)

Ogni giorno
il sole avvolge
questa terra
in un raptus pulsante
di colori
Ogni notte
le stelle
in sequenze fioche
di luci
vestono il cielo
d'irreale lucore
Ogni giorno
sboccia un 'alba
come tenera rosa
per sparger nell'aria
il suo tacito aroma
Poi il tramonto
a farsi polvere
scivolata dal pugno serrato
del rumore che annotta la vita
nell'intero firmamento
Ogni istante
c'è un granello di sabbia
a sciogliersi lento
nel nulla profondo
E infine tu
a scandire con ritmo perenne
il tutto e il niente
d'ogni cuore
perchè sei !
Semplicemente
amore..
***
versi e grafica di Carolina Parrilla
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sognodiluce alle 11:13 | commenti
Tra l’immensità d’un mare calmo
e il tremolio dell’aria che ondeggia
salendo dal caldo della sabbia,
felice un bimbo gioca coi suoi sogni
e dalle fiabe riporta i suoi castelli.
Ignari demoni, il vento e l’onde
s’alzano improvvisi sbattendo la battigia
e d’un sol colpo fanno di fiabe vita.
Cala dirotto un pianto disperato
sopra quel sogno di rena costruito
su resti d’umido disciolti,
ma un rasserenatore abbraccio
ridona luce chiara al suo sorriso.
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grisby6043 alle 11:20 | commenti (1)

Come frammenti
di spuma
sono i fiori sbocciati nel buio
E a miriadi s'aprono
sotto le nere sponde
in schegge cosi lievi
da sembrar fiocchi di neve
Li vorrei toccare!
E per un attimo
trattenerli tra le dita
aspirarne il languido profumo
eco di quei sogni
che non sono più
Giovinezza
smarrita tra le vie
non c'è più niente da sognare
nè spazi da attraversare
in volo verso i cieli aperti
E'tardi per cambiare quel che è stato
è tardi per vivere quel che non è stato
Ora quei petali evanescenti
ondeggiano nel nulla
ologrammi di se stessi
cresciuti dietro a vetri di silenzio
Lontano la fredda luce delle stelle
illumina esangui coppie d'ombre
allungate sulle strade
in ordinata fila
uguali l'une all'altre
diverse l'une all'altre
cosi le osservo passare
senza meta e direzione
e vedo!
Ciò che adesso
più non sono
***
Carolina Parrilla
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sognodiluce alle 11:05 | commenti
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poetanarratore alle 10:24 | commenti (2)
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ariele57 alle 09:28 | commenti (1)
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poetanarratore alle 19:20 | commenti (1)

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sognodiluce alle 15:44 | commenti
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provaacapire alle 22:28 | commenti (1)

mastico nuvole annaffiando il tuo pensiero
è solo NERO l’abito dell’anima
FLAGELLATA dalla tua immagine
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Ladyviolet4 alle 14:42 | commenti (1)
Elisir
Vorrei suonare ancora
ma ho polpastrelli consunti.
Corde stonate.
Stridente è il ritmo
scheggiato dall’usura.
Sbagliare accordo,
mancare la battuta,
rammentare un’aria antica
a stento.
Lontano si leva il controcanto.
Sguscio di medusa
spinta dal basso,
scia di tentacoli.
Più in la una valva vuota
madreperla scrostata,
malinconico afflato
di un bacio d’addio.
Amara l’essenza.
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ortensia53 alle 13:51 | commenti (2)

In un giorno qualunque
può cambiare la tua vita
e vestire di vividi colori
il silenzio e la tristezza
del tuo cuore...
In un giorno qualunque
se alzi gli occhi al cielo
puoi vedere uno spicchio di sole
spengere la notte
coi suoi raggi acerbi
e il suo tepore
tiepido d'aurora
In un giorno qualunque
dietro ai vetri
potresti scorgere
le nuvole
stendersi senza confini
all'orizzonte
sentendoti felice
semplicemente
perchè ci sei!
E respiri
aromi delicati
di vento, di cielo ...di mare
Cosi il tempo
non avrebbe più importanza
sarebbe solo vuota schiuma
condensata in un minuetto d'ore
-dove per puro caso-
ti trovi immerso
a raccogliere frammenti
di un' esistenza passata
ad aspettare
quel tale giorno
o quella data ora
Allora sorridi lieto
seguendo il filo dei tuoi pensieri
In un giorno qualunque
forse potresti accorgerti
all'improvviso ...
#
che è già domani
***
versi e grafica di Carolina Parrilla
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sognodiluce alle 10:46 | commenti (1)
Femmina, e non solo nel corpo fluttuato dal chiaro dell'alba, dove la pioggia sottile di luce addolcisce la pelle. Ma negli occhi smarriti che guardano il cielo, assetato di umore. Dove l'acqua sul morbido pelo distingue tra i muri il dolce risveglio. Femmina... nel momento migliore in cui le curve sinuose dei seni, offrono il frutto più dolce nella bocca di un uomo E asperge il buon vino e distrugge il veleno in un gioco più forte e divino. Femmina... nella voglia più grande nell'essere donna, dove gli occhi si fanno più chiari e gridano forte un orgasmo di luce. anima
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anima21 alle 08:20 | commenti (4)
Ti cercherò…
Ti cercherò nel primo raggio di sole al mattino,
seguendo il profumo dell’ultimo sogno.
Ti cercherò nel rosa del tramonto,
prima del buio della notte.
Ti cercherò tra le poesie d’amore,
di un poeta senza fama ne lode.
Ti cercherò negli occhi sconosciuti
che mai rivedrò.
Ti cercherò nei sogni
che volano sulle ali del vento.
Ti cercherò tra le note
di una romantica canzone .
Ti cercherò in ogni goccia trasparente
che scivola verso il mare.
Ti cercherò in fondo al mio cuore
mentre batte un tempo, che non c’è.
Ti cercherò nelle pieghe dell’anima,
tra il bianco e il nero, tra il pieno e il vuoto dell’esistenza.
Ti cercherò nei silenzi assordanti
che graffiano e fanno sanguinare l’essere.
Ti cercherò nella luce dei sorrisi
che donano amore senza un perché.
Ti cercherò perché sei parte di me,
pezzi dello stesso mosaico.
Ti cercherò specchiandomi tra i riflessi del mio sé
e troverò la strada che mi condurrà da te.
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ambradorata alle 18:47 | commenti (2)

Passi allungati
su strade spazzate
dal vento...
Un pò di fumo
in qua e là
a disegnare
mondi sospesi
nel buio profondo
-Nebbia-
magia di un sogno perduto
fra stelle lucenti
cosa fai? Cosa sei?
Quante favole racconti
all'erba che hai visto nascere
dal grembo della terra?
Forse di nuvole chiare
a fondersi
in frange leggere
e di illusioni andate
oltre il passo dell'aria
O di quei profumi sciolti
nella penombra
quando il rumore del giorno
va a perdersi lontano..
E sotto a un pianto di luna
si aspetta ancora la vita
col pallido sole
di un incerto futuro
Amaro è il ricordo
che affiora dal tuo spento vapore
confuso tra mille frammenti
di luce nel vuoto
.intime speranze-
a muoversi lungo fili d' attesa
imbiancati d'immenso
Fra cielo e terra
scia di sogni fugaci
in rotta verso il nulla
percepito:
nel suo intimo colore
perenne dissolvenza
che passa lasciando
negli occhi
soltanto il silenzio
***
Carolina Parrilla
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sognodiluce alle 13:53 | commenti (1)
Si confonderanno i sensi
nell’andare a scosse dei tuoi seni
frantumati in battiti dal tempo dell’amore.
Si muteranno in onda
le perle che sudore depone a spruzzi
quando sulla tua pelle si giocheran le labbra.
E si farà voce il fremere
d’ogni tua corda tirata a perdizione
quando delle vesti il corpo non si annoierà.
Sarà la stanza a cedere
ogni rumore al decifrare il contorno
d’ogni tua valle accesa come se fosse lava.
Ed io mi tirerò la freccia
per scatenare il sangue a prendere
ogni spasmo di una danza ai limiti del fuoco.
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grisby6043 alle 07:44 | commenti (2)

Sogno !
E i miei occhi
scrutano l'immenso
quando si estende
in controluce
fra la terra e il silenzio
d'una vita scomparsa
su quel punto che brilla
-accorato colore-
per sempre cielo
confuso:
nel respiro profondo
di mille luci
#
viste da lontano
![]()
versi e grafica di Carolina Parrilla
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sognodiluce alle 19:43 | commenti (3)

‘NCATINATI
Sé cquagghiata l’aria sta sera,
lu ‘ndore ti li tumi picca si sente,
pezzicanu rraggiati li zzinzali.
Nonu pigghiati tutti, comu pisci intra lla rete.
Scì ddisegna e scì scancella,
scì sona la campana,
scì sente lu sonu, ma, no llu capesce.
Na manu ca nno si ete tocca tuttu,
’nconza e sconza piatticeddhrì,
la gente, basta ca mangia e ddorme.
Sulu la fame po’ spizzare sti catene,
ddiscitare li cuscenze,
aprire strate nòe.
Lu sonu ti lu fierru no n’è luntanu,
moti si l’onu scirratu,
moti no ll’onu mai ‘ntisu.
‘Mprima, ‘mprima, ni scutulamu li piccati,
trùamu sempre cu bbinimu cumpissati.
No bbi scirrati ca cquandu murimu,
cquiddhrù ca imu fattu, lassamu.
INCATENATI
L’aria è morta stasera,
l’odore della macchia mediterranea non si sente,
infilzano le povere carni zanzare assetate.
Intrappolati siamo, come pesci nelle reti.
Chi traccia, chi copre,
chi suona la propria campana,
chi fa finta di sentirla,
chi non conosce neanche le note.
Una mano invisibile muove le pedine,
fa e disfà a suo piacimento,
la gente inconsapevole dorme.
Solo la fame può spezzare queste catene,
svegliare le coscienze,
aprire nuovi orizzonti.
Il suono delle armi si avvicina,
molti l’hanno dimenticato,
molti non l’hanno mai sentito.
In un attimo laviamo i nostri peccati,
troviamo sempre chi ci assolve e ci dà la penitenza.
Non dimentichiamo che dopo morti,
quello che abbiamo costruito, rimane.
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localo alle 11:28 | commenti (2)
VERNISSAGE
(dedicata a LUNGARA18, vernissage d’artisti in Trastevere)
Ilda Ippoliti
10 giugno 2009
(l'immagine è "Comet", dipinto a olio di I. Ippoliti)
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ILDABELLA alle 10:50 | commenti (1)
Eccoti distesa, mentre ammiro nel respiro di un ritaglio di seta che strappo alla luce, il colore degli occhi ormai sciolti dal vermiglio di labbra salate. E come una danza nel gioco sottile di morbide dita, compare ed inarca il tuo tenero corpo, mentre sciolgo passione nello spettro sereno di calde emozioni. Nel sentiero fermento il mio vino, mentre piano avvicino il silenzio nel profumo più intenso di un giorno qualunque. E sarai mia nel risveglio di un languido pianto, mentre sopra di te scioglierò quell'incanto di una smorfia assopita che muore felice nel caldo piacere di un tempo fugace come un disegno di tenue matita. anima
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anima21 alle 08:20 | commenti (1)